5G, Gran Bretagna esclude Huawei. Cina furiosa, l’Italia che fa?

Gli americani spingono per isolare i cinesi, ma in Italia c'è stallo per i legami di alcuni ambienti politici con Pechino.

Mai come oggi quella che fu negli anni ’70 e ’80 soprattutto la Guerra Fredda è declinata sulla tecnologia, presente e futura. Il 5G in particolare, su cui la Cina ha stretto accordi importanti anche in Europa e su cui gli Usa stanno tentando in tutti i modi di mettere il veto.

In primis nel Regno Unito, dove Boris Johnson aveva aperto a Pechino per poi fare marcia indietro dopo le pressioni ricevute da Washington, dove l’infrastruttura di rete è considerata strategica anche e soprattutto in termini militari.

Dal 31 dicembre prossimo gli operatori tlc britannici non saranno più autorizzati ad acquistare nuovi materiali dal colosso cinese Huawei per la rete 5 G ed entro il 2027 dovranno rimuovere tutte le tecnologie provenienti dal gruppo cinese. Ad annunciarlo, riferisce la ‘Bbc’, è Oliver Dowden, il segretario di stato britannico al digitale alla Camera dei Comuni.

Dowden sottolinea che questa “difficile decisione” potrebbe ritardare di un anno lo sviluppo del 5G nel Regno Unito. “Non è una decisione facile – sottolinea – ma è la decisione giusta per la nostra sicurezza nazionale e per la nostra economia”.

La Cina risponde con “forte opposizione” al divorzio di Londra da Huawei e annuncia che adotterà “tutte le misure necessarie a tutela dei suoi interessi”. Pechino – ha detto la portavoce del ministero degli Esteri, Hua Chunying, in dichiarazioni riportate dalla Cgtn – “valuterà l’incidente seriamente e a 360 gradi”.

Secondo quando riporta il Global Times, per il governo cinese la decisione di Londra di mettere al bando Huawei per il 5G non è una “questione che riguarda un’azienda o un’industria, ma è una questione che è stata fortemente politicizzata”. La diplomazia cinese denuncia come la scelta di Londra “minacci la sicurezza degli investimenti cinesi nel Regno Unito e crei un problema rispetto alla nostra fiducia nel mercato britannico”.

L’Italia
Riflettori ora puntati su Roma, a maggior ragione dopo l’ambasciatore Pietro Benassi, consigliere diplomatico del premier Giuseppe Conte, ha incontrato Robert O’Brien, consigliere per la sicurezza nazionale del presidente statunitense Donald Trump. In America si attendono lo stesso comportamento da parte nostra, ma non sono pochi gli interessi coltivati negli ultimi tempi dalla politica italiana con Pechino. DSpecie in ambienti legati al M5s e a Davide Casaleggio, che secondo diversi osservatori sarebbe addirittura assimilabile ad un lobbista pro-Huawei. E del resto fu il governo M5s-Lega a siglare le intese con la Cina sulla nuova Via della Seta.

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

5G, Gran Bretagna esclude Huawei. Cina furiosa, l’Italia che fa?