Decretone, salta Assegno di ricollocazione: 100mila disoccupati senza sussidio

Circoscritto solo ai percettori del Reddito di Cittadinanza

Il tema, come sempre quando si parla di lavoro, è delicato. Per effetto del decretone salta, infatti, l’assegno di ricollocazione che sarà circoscritto ai soli percettori del Reddito di Cittadinanza, la misura tanto attesa che rischia già di scontentare più di qualcuno lasciando sul campo le prime vittime. 

100 mila disoccupati senza sussidio – A preoccupare sono gli effetti sugli scenari futuri. Secondo le stime, infatti, circa 100mila disoccupati che hanno perso o perderanno un lavoro non potranno beneficiare dell’assegno di ricollocazione. Dal 29 gennaio, dunque, il decretone non consente ai lavoratori in Naspi da almeno 4 mesi di utilizzare l’assegno di ricollocazione introdotto dal Jobs act nel 2015.

COS’E L’AdR? – Come si legge sul sito dell’Anpal, l’assegno di ricollocazione (AdR) è uno strumento che aiuta le persone a migliorare le proprie possibilità di ricollocarsi nel mercato del lavoro e consiste in un importo da utilizzare presso i soggetti che forniscono servizi di assistenza intensiva personalizzata per la ricerca di occupazione (centri per l’impiego o enti accreditati ai servizi per il lavoro).

La persona destinataria dell’assegno può scegliere liberamente l’ente da cui farsi assistere. Il centro per l’impiego o l’operatore accreditato scelto assegna un/a tutor che affianca la persona attraverso un programma personalizzato di ricerca intensiva per trovare nuove opportunità di impiego adatte al suo profilo.

VOUCHER DA 250 A 5000 EURO – Come detto, l’importo dell’assegno viene riconosciuto non alla persona disoccupata, ma all’ente che fornisce il servizio di assistenza alla ricollocazione e solo se la persona trova lavoro. L’importo varia da un minimo di 250 euro ad un massimo di 5.000 euro, a seconda del tipo di contratto alla base del rapporto di lavoro e del grado di difficoltà per ricollocare la persona disoccupata (profilo di occupabilità).

CHE SUCCEDE ORA ? – A partire dal 29 gennaio 2019 non è più possibile richiedere nuovi assegni di ricollocazione per i lavoratori in Naspi disoccupati da almeno 4 mesi, si legge sempre sul sito dell’Anpal. Infatti, il decreto-legge 4/2019 (all’articolo 9, comma 7) dispone la sospensione fino al 31 dicembre 2021 dell’erogazione dell’assegno di ricollocazione ai soggetti di cui all’art. 23, comma 1, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150. Tuttavia gli AdR Naspi già richiesti prima del 29 gennaio 2019 continueranno secondo le regole, le modalità operative precedentemente stabilite (mediante il regolare accesso con proprie credenziali al portale ADR NASpI), sino al termine del periodo di assistenza intensiva previsto. Al riguardo, restano valide le indicazioni per i soggetti erogatori circa le modalità provvisorie per il riconoscimento dei contributi.

Uno specifico Assegno di ricollocazione (AdR Cigs) è previsto per lavoratrici e lavoratori coinvolti negli accordi di ricollocazione nelle ipotesi di cassa integrazione guadagni straordinaria per riorganizzazione aziendale o crisi.

Nel frattempo, il dibattito è già partito e le parti sociali hanno chiesto al Governo di ripensarci.

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