2010, si cambia: anche gli americani diventano risparmiatori

Obiettivo: risparmiare fino al 15% del proprio reddito. Una quota impensabile fino a poco più di un anno fa nella patria del consumismo. E' la lezione della crisi. E da noi?

Una domanda: la nazione di “cicale” per eccellenza può trasformarsi in meno di un anno nell’avanguardia mondiale delle “formiche“? Forse sì, se la lezione della peggiore crisi economica dopo quella del ’29 è servita a qualcosa. Almeno è quello che gli americani promettono: arrivare a risparmiare il 15% del proprio reddito. Un record per il paese che ha dato il via alla recessione globale a causa dell’eccesso di debito dei suoi cittadini e dall’uso disinvolto che il sistema finanziario ne ha fatto.

La paura fa risparmiare
Dovremo aspettare qualche mese per capire se la patria del consumismo si è davvero convertita a una vita più austera o se si tratta solo di un buon proposito d’inizio d’anno. Però i primi numeri ci sono: il dato di novembre si attesta sul 4,7% di quota di reddito risparmiata. Una cifra rivoluzionaria per la cultura americana: si pensi che nella primavera 2008, appena prima dei grandi crack finanziari e dell’esplosione della bolla, la quota di risparmio medio di una famiglia era dello 0,2%.

Il trend, peraltro, è abbastanza costante. Anche le minime contrazioni mese su mese nella propensione al risparmio sono dovute a fattori contingenti, come ad esempio gli incentivi per l’auto che hanno dato una spinta agli acquisti. Ma a parte questo – e tenendo anche conto dell’effetto emotivo della crisi che può amplificare il dato sulla propria capacità di risparmio – i tempi stanno davvero cambiando, secondo l’amministratore delegato di AlixPartners, la società di consulenza finanziaria che svolge queste analisi. La recessione sembra aver insegnato agli americani “un nuovo modo di pensare e di vivere, che potrebbe rappresentare un fenomeno di portata significativa e di tempi durevoli”.

Questa fiducia in un cambiamento di lunga durata è data anche da un’altra ragione. La crisi non è l’unica causa della ripresa del risparmio, ce n’è un’altra più strutturale: la generazione dei baby boomers è giunta o sta giungendo alla pensione. Una grande fetta della popolazione che pensa a una vecchiaia tranquilla e sposta fisiologicamente il suo centro d’attenzione dal consumo spinto al risparmio.

L’Italia è a ruota
Tutto questo succede non troppo lontano da noi. Lo scorso dicembre Luigi Abete, presidente della Bnl, dichiarava che anche le famiglie italiane stanno aumentando la loro quota di risparmio. Anche se la situazione di partenza da noi è meno spinta di quella americana (c’è sempre stata una maggiore capacità di risparmio) la tendenza è la stessa. Soprattutto cala la propensione al rischio, dovuta – sostiene Abete – “ad una crescente preoccupazione per il futuro e soprattutto sulla possibilità di mantenere un reddito adeguato”. Dopo l’ubriacatura della ricchezza finanziaria e del credito al consumo facile, saranno le formiche a salvare il mondo? (A.D.M.)

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2010, si cambia: anche gli americani diventano risparmiatori