Vaiolo delle scimmie, l’Oms dichiara l’emergenza globale: cosa succede

L'Organizzazione mondiale della Sanità ha disposto lo stato di massima allerta sanitaria dopo i quasi 17mila casi da maggio

Il presidente dell’Organizzazione mondiale della sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus ha dichiarato che il vaiolo delle scimmie è “un’emergenza sanitaria globale”. L’allerta è scattata in seguito ai quasi 17mila casi che negli ultimi mesi hanno interessato 74 diversi Paesi nel mondo.

Vaiolo delle scimmie, l’Oms dichiara l’emergenza globale: cosa significa

Da giovedì gli esperti della massima organizzazione di salute pubblica sono riuniti per trovare una linea comune con la quale inquadrare l’attuale diffusione del virus, senza trovare però intesa sul livello di rischio più adatto.

La definizione di “emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale”, che indica il livello massimo di allerta dell’Oms, è stata adottata in prima persona dal direttore Ghebreyesus alla luce della circolazione del vaiolo delle scimmie.

L’aumento sempre più rilevante del numero dei contagi a partire da maggio ha fatto travalicare i confini di semplice epidemia nei quali rientrava il “monkeypox” (qui i primi allarmi registrati in Spagna e Portogallo): da quando il virus è stato rilevato al di fuori dei Paesi africani nei quali è endemico, i Centri americani per la prevenzione e il controllo delle malattie (Cdc) ha registrato in 74 Paesi 16.836 casi, dei quali cinque mortali (qui abbiamo spiegato come si trasmette e quali sono i sintomi del vaiolo delle scimmie).

A destare più preoccupazione negli esperti è il rischio di trasmissione in Europa, dove si sono verificati l’80% dei contagi, considerato alto rispetto al grado relativamente moderato nel resto del mondo.

È un invito all’azione, ma non è il primo”, ha affermato Mike Ryan, responsabile delle emergenze dell’Oms, che ha affermato di sperare che possa portare a un’azione collettiva contro le malattie.

La malattia tradizionale è conosciuta dal 1970 e nei paesi africani si trasmette soprattutto a causa del contatto diretto con gli animali, in particolare con i piccoli roditori ancora più delle scimmie.

Il virus che negli ultimi tre mesi si è diffuso al di fuori dell’Africa, tramite le decine di diverse mutazioni mostrate dall’analisi del genoma, sarebbe capace invece di trasmettersi in modo efficiente anche tra gli esseri umani

Vaiolo delle scimmie, l’Oms dichiara l’emergenza globale: la situazione in Italia

Nel nostro Paese finora sono stati registrati 407 casi con tendenza alla stabilizzazione (qui avevamo parlato dei casi di vaiolo delle scimmie in Italia).

Il Ministero della salute con apposita ordinanza ha già predisposto, insieme alle Regioni e Province Autonome, le modalità di segnalazione dei singoli casi.

“La situazione è sotto costante monitoraggio ma non si ritiene debba destare particolari allarmismi” ha dichiarato il direttore generale della prevenzione del Ministero della Salute, Gianni Rezza.

I primi due casi nel nostro Paese sono stati registrati in provincia di Cremona e sono stati attestati dall’Ats Val Padana, dalla quale tramite le parole di Luigi Vezzosi, dirigente medico dell’Unità operativa Prevenzione malattie infettive, si psiega che “nessuno ha rivelato problematiche particolari e si è trattato per lo più di monitoraggi cautelari seguiti da isolamento”.

Uno dei due pazienti è già guarito, l’altro è ancora sottoposto a terapia specifica ma sta bene. I due casi cremonesi sono apparentemente scollegati fra loro, con residenze in due diversi paesi della provincia e nessuno dei due aveva viaggiato prima di contrarre il virus.