Peste suina, nuovi casi in Italia: a rischio 50 mila animali

L'emergenza cinghiali mette a rischio l'intera filiera Made in Italy della norcineria, con i blocchi all'export e l'abbattimento dei maiali

Dopo la conferma di un caso di peste suina su un cinghiale del parco dell’Insugherata all’interno del territorio del Comune di Roma, è in arrivo un’ordinanza del Lazio per delimitare la gestione dell’area e indicare quali attività si potranno fare e quali invece saranno vietate. La malattia virale è molto contagiosa e spesso fatale per gli animali, e c’è il rischio i 50 mila maiali presenti nella regione possano contrarla, con danni ingenti all’economia e a tutta la filiera alimentare.

Un cinghiale affetto da peste suina a Roma: quali sono i rischi

Il commissario straordinario per l’emergenza Angelo Ferrari ha svolto un sopralluogo e partecipato all’Unità di crisi capitolina, a cui hanno preso parte anche i rappresentanti del Ministero della Salute. È urgente condurre nuove indagini per stabilire se la malattia sia arrivata oltre il Grande Raccordo Anulare, e abbia iniziato a infettare animali anche fuori dalla città, dove sono concentrati gli allevamenti.

La zona di contagio sembrerebbe per ora molto limitata, e non sembrerebbero esserci state fughe oltre il GRA. All’interno dell’area sarà necessario però monitorare l’eventuale presenza di cinghiali morti. La speranza è che si tratti di “un’emergenza contenibile“, come ha sottolineato il commissario.

Per evitare contaminazioni si potrebbe arrivare alla chiusura dei parchi cittadini limitrofi alla Riserva naturale dell’Insugherata. Per ora è consigliato a tutti i cittadini di prestare molta attenzione a dove e come si cammina, e disinfettare le scarpe. Il virus è molto resistente, e nuovi focolai, come già detto, potrebbero mettere a rischio la filiera a livello locale e nazionale. Nei prossimi giorni si valuterà se ampliare l’area considerata a rischio.

Rischiano 50 mila maiali di allevamento, duro colpo all’export

Coldiretti fa sapere che nel Lazio sono circa 50 mila i maiali di allevamento che rischiano di contrarre la peste suina africana. Il caso del cinghiale infetto a Roma è il primo individuato fuori dalle zone rosse di Liguria e Piemonte, di cui vi abbiamo parlato qua, dove sono emersi 113 casi dopo il primo del 27 dicembre 2021.

Per fare fronte all’emergenza nazionale sono state già prese misure drastiche di biosicurezza, come l’abbattimento cautelativo dei maiali, il contenimento e il monitoraggio dei cinghiali presenti, nuovi vincoli al trasporto degli animali e alle esportazioni, la limitazione delle attività nei boschi. Che hanno portato alla perdita di circa 20 milioni di euro al mese per l’export di salumi.

Perché a Roma e in tutta Italia c’è una vera emergenza cinghiali

Solo a Roma e provincia abitano 20 mila cinghiali, come riportano anche i tanti casi di cronaca di avvistamenti e aggressioni ai cittadini. In tutta la penisola sarebbero almeno 2,3 milioni. Questi suini selvatici rappresentano un pericolo per le attività agricole, con la devastazione di campi coltivati e raccolti. Negli ultimi 10 anni è aumentato considerevolmente, dell’81%, il numero di incidenti stradali gravi con morti e feriti causati da animali.

Come denunciato a più riprese da Coldiretti, è necessario ridurre il numero dei cinghiali attraverso le attività venatorie, le azioni di controllo previste dalla legge e programmi adeguati nelle aree protette. La grave emergenza sanitaria che riguarda la peste suina è infatti la conseguenza del mancato controllo da parte delle autorità.

Con il caso individuato a Roma e quelli del Piemonte, della Liguria e della Sardegna, c’è ora il rischio concreto che l’emergenza si allarghi anche ad altre regioni, dall’Umbria alla Lombardia, dall’Emilia Romagna al Veneto. Il settore della norcineria dà lavoro a circa 100 mila persone, dagli allevatori ai distributori, con un fatturato di 20 miliardi di euro realizzato anche e soprattutto grazie ai mercati esteri. Con nuovi focolai, l’export potrebbe definitivamente essere vietato.

Se siete preoccupati per la vostra salute, vi abbiamo spiegato qui quali sono i sintomi e i rischi della peste suina per gli uomini e i cani. Il virus che infetta i maiali e i cinghiali non deve essere confuso con quello dell’influenza suina, di cui vi abbiamo parlato qua.