Influenza aviaria, primi casi in Usa e Cina: i sintomi

Un bimbo positivo in Cina a un nuovo ceppo e un uomo positivo in Colorado fanno temere la circolazione dell'influenza aviaria tra gli umani

Ci sono casi di influenza aviaria in Cina, con un nuovo ceppo che finora non si era mai trasmesso all’uomo, e per la prima volta anche negli Stati Uniti. Le autorità sanitarie stanno monitorando attentamente l’evoluzione della situazione, che potrebbe portare l’infezione a diffondersi ulteriormente. Già da tempo si teme il passaggio agli esseri umani di virus trasmessi dagli uccelli da allevamento, e c’è chi corre già ai ripari e parla di una nuova pandemia imminente. Ma cosa sta succedendo davvero? C’è davvero il rischio che si realizzi uno scenario simile?

Primo caso di contagio umano dall’influenza aviaria H3N8 in Cina

La Cina ha fatto sapere di aver riscontrato per la prima volta in un giovane paziente di 4 anni l’infezione da H3N8, un ceppo di influenza aviaria che finora non aveva mai fatto il salto di specie negli esseri umani. Il bimbo era a contatto con pollame e corvi allevati in casa.

L’H3N8 è una variante isolata solo in cani, cavalli e addirittura nelle foche, e finora non si pensava che potesse infettare l’uomo. Il sequenziamento del virus ha mostrato che si tratta di una ricombinazione di materiale genetico avvenuta in uccelli selvatici e domestici. Lo scorso anno sempre in Cina è emersa la prima infezione all’uomo di un altro capo di influenza aviaria, come raccontato qui.

Primo caso di contagio umano dall’influenza aviaria H5N1 negli Usa

Negli Stati Uniti è invece emersa la positività di un uomo all’influenza aviaria dopo un tampone nasale. È la prima volta che succede nel territorio americano, e si presume che l’infezione sia dovuta al ceppo H5N1. Il paziente si trova in isolamento ed è trattato con il farmaco antivirale contro l’influenza oseltamivir, ma sono in corso accertamenti per capire se i sintomi sono dovuti a una infezione secondaria o se invece siano causati dal virus trasmesso dagli uccelli.

Dalla fine del 2021  e durante il corso del 2022 negli Usa vengono monitorate attentamente tutte le infezioni dopo che l’influenza aviaria è stata riscontrate nel pollame di 29 stati federali e negli uccelli selvatici di 34 stati federali. I Cdc, i centri di controllo delle malattie, stanno valutando le condizioni di salute dei 2.500 operatori a rischio di contrarre la malattia, e finora quello in Colorado è l’unica possibile infezione umana emersa.

L’influenza aviaria causerà una nuova pandemia? Quali sono i rischi

Come sappiamo bene, i virus possono mutare anche molto velocemente, e le zoonosi sono particolarmente frequenti negli ambienti rurali e per i lavoratori che stanno a stretto contatto con organismi che sono serbatoi naturali di patogeni, come i pipistrelli e gli uccelli. Da sempre i vari ceppi dell’influenza aviaria sono tra i candidati a far scoppiare nuove pandemie, causando anche la morte di milioni di persone, come sottolineato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2004 dopo il rilevamento di diversi focolai.

I virus trasmessi dagli uccelli potrebbero aver dato origine all’influenza russa, all’influenza asiatica e all’influenza di Hong Kong. E anche all’influenza spagnola, la peggiore della storia moderna, con oltre 40 milioni di decessi. Tuttavia bisogna considerare anche le concause che hanno portato a così tante vittime, come la guerra, la malnutrizione, le scarse condizioni igieniche e l’assenza di farmaci antivirali e medicinali di nuova generazione usati contro le influenze stagionali.

Quali sono i sintomi, anche quelli molto gravi, dell’influenza aviaria

Il rischio è però quello che possa emergere una variante ad alta patogenicità capace di uccidere in brevissimo tempo, anche dopo pochi giorni dall’insorgenza dei primi sintomi, come già avvenuto in passato. Uno scenario che renderebbe le ondate di influenza aviaria particolarmente pericolose, non solo per l’alto numero di morti ma anche per la tenuta degli ospedali. Ecco quali sono tutti i sintomi, compresi i più lievi e i più gravi, che possono essere causati da questo tipo di infezione o associati a essa.

  • Febbre.
  • Mal di testa.
  • Tosse.
  • Mal di gola.
  • Dolori muscolari.
  • Diarrea.
  • Infezioni oculari.
  • Infezioni a carico dell’apparato respiratorio.
  • Encefaliti.
  • Decesso.

Anche nel nostro Paese l’allerta è alta. Qua vi abbiamo parlato dei casi di influenza aviaria in Italia. Potete invece trovare qui il punto sull’influenza suina nel nostro Paese.