Omicron fa paura, un milione di persone tornano in lockdown

Torna il lockdown a Wuhan dopo 4 casi asintomatici in città: il piano di chiusura rientra nella criticata strategia Zero Covid della Cina

Il Covid-19 non ha mai smesso di fare paura e ancora oggi, a oltre due anni e mezzi dallo scoppio della pandemia globale, c’è chi deve fare ricorso a lockdown mirati per cercare di arginare il più possibile i contagi. A chiudere nuovamente tutto, per l’ennesimi volta, è la città da dove tutto ebbe inizio, quella Wuhan che si trova oggi ad affrontare una nuova emergenza dopo che sono stati registrati alcuni casi in un sobborgo.

La chiusura, rispetto ai precedenti lockdown, sarà minore e limitata anche al numero di casi registrati nelle scorse ore, ma si tratta pur sempre di un invito a rimanere a casa che coinvolgerà ben un milione di persone.

Wuhan torna in lockdown, cosa succede

A far preoccupare le autorità sanitarie cinesi sono stati infatti i quattro casi di Covid-19 registrati nel sobborgo di Jiangxia, un distretto della città di Wuhan dove per tre giorni gli spostamenti saranno limitati ai soli casi di estrema necessità. La decisione è stata presa nell’ottica del piano Zero Covid, la strategia attuata dalla Cina per cercare di arginare quanto più possibile la presenza di nuovi focolai che potrebbero far ripartire l’emergenza nel Paese (qui vi abbiamo parlato della conferma sull’origine del Covid nel mercato di Wuhan).

Nelle ultime ore, secondo quanto riferito dai media asiatici, sarebbero stati segnalati quattro casi asintomatici e con la variante Omicron 5 diventata ormai dominante è stata immediata corsa ai ripari. Essendo la mutazione molto contagiosa, la presenza di questi casi a Wuhan potrebbe portare alla diffusione incontrollata del virus, essendo che con Omicron 5 un positivo è in grado di infettarne altre 10-15.

Per cercare di arginare il rischio, quindi, il distretto di Jiangxia è stato isolato e i trasporti pubblici sono stati fermati. Chiusi anche i luoghi di intrattenimento, mentre ai cittadini è stato chiesto di non lasciare il quartiere se non in caso di estrema necessità. In altre zone, addirittura, è stato dato il divieto assoluto di uscire dalla propria abitazione.

Dal 2020 alla strategia Zero Covid

Come abbiamo detto, la decisione di mandare in lockdown una porzione di Wuhan rientra nella strategia Zero Covid pensata dalla Cina. Nonostante ci siano 604 casi registrati in tutto il Paese, dunque ben lontani da una possibile nuova ricaduta nell’emergenza coronavirus, da Pechino è arrivata la netta decisione di limitare quanto più possibile il propagarsi del contagio. Il milione di abitanti costretti a rimanere a casa, tra l’altro, è nulla paragonato agli 11 milioni di abitanti dell’Hubei che nel 2020 dovettero restare chiusi in casa per settimane.

Dal 2020 a oggi, col virus che è cambiato ed è mutato in varie forme sempre più contagiose (qui abbiamo riportato lo studio sulla durata dell’immunità da Covid-19 dopo l’infezione), la Cina ha adattato le proprie strategie per cercare di non ritrovarsi nuovamente con l’acqua alla gola. L’approccio di chiusura preventiva ha però portato anche a numerose polemiche, come successo a Shanghai.

Finiti in lockdown a fine maggio 2022, gli abitanti sono infatti stati costretti a rimanere a casa per due mesi, scatenando le critiche degli esperti che hanno reputato esagerata la strategia cinese. Il piano Zero Covid, infatti, ha creato lo scenario di un “lockdown senza precedenti”.