Influenza, pronto soccorso allo stremo: i sintomi campanelli d’allarme

Boom dei casi di influenza, gli accessi ai pronto soccorso si sono intensificati prima del previsto: situazione critica in tutta Italia

L’arrivo dell’influenza in Italia ha messo sotto pressione i pronto soccorso. Dopo i due anni di emergenza causati dal Covid, che ha prevalso sulle malattie stagionali, l’inverno si preannuncia adesso piuttosto intenso dal punto di vista della circolazione virale.

La sindrome, con l’abbassamento delle temperature ma soprattutto in assenza di lockdown e mascherine, si è diffusa più rapidamente del solito. L’ondata è iniziata nel corso del mese di novembre e i contagi, secondo gli esperti, non avrebbero ancora raggiunto il picco e sarebbero destinati a crescere progressivamente con il passare dei giorni durante le vacanze natalizie.

La combinazione di Covid e influenza

Ad aggravare ulteriormente la situazione è la persistenza delle varianti Covid, i cui casi andrebbero anche oltre i numeri ufficiali certificati dal tampone. A lanciare l’allarme è il presidente della Società italiana di medicina di emergenza e urgenza (Simeu) Fabio De Iaco, il quale spiega che molti arrivano in pronto soccorso con sintomi influenzali per poi scoprire che sono positivi. E per loro le strutture hanno “difficoltà a trovare spazi e personale per l’isolamento”.

Qui abbiamo spiegato come stanno cambiando i sintomi del Covid.

L’Italia dispone di un sistema di sorveglianza composto da “medici sentinella” che inviano i campioni isolati dai propri pazienti ai laboratori di riferimento. Il virus stagionale prevalente è l’A H3 N1, il Darwin, isolato in Australia. Da qui l’appellativo di “influenza australiana”. Si tratta di una mutazione ad intensità elevata e per questo più pericolosa.

Stando ai dati, nell’ultima settimana di novembre i casi di contagio sono cresciuti sensibilmente sfiorando il 13% degli italiani colpito (quasi quattro punti in più rispetto ai sette giorni precedenti). Sotto i 5 anni l’incidenza supererebbe addirittura il 40%. Come evidenzia De Iaco, il quadro “è drammatico un po’ ovunque” e l’andamento di crescita risulta essere superiore anche alle passate stagioni pre Covid, con numeri che si raggiungevano solitamente a metà gennaio.

In merito ai pronto soccorso già allo stremo, il presidente Simeu spiega che gli accessi “si sono intensificati di circa il 50% rispetto a quanto vedevamo a settembre”. La situazione, avverte, “non può che peggiorare nelle prossime settimane. Ci aspettiamo il picco durante le feste”.

Come si trasmette la sindrome influenzale

Ricordiamo che l’influenza è una malattia infettiva di tipo respiratorio, causata da virus che ogni anno si modificano leggermente, sfidando gli anticorpi e alimentando epidemie annuali ad andamento stagionale tra l’autunno e l’inverno. Per questo ogni pecorsona nel corso della vita sperimenta più volte le varie forme, che in alcuni casi possono anche assumere alti livelli di gravità, portando a ricoveri e decessi.

La trasmissione avviene principalmente tramite le goccioline diffuse attraverso tosse e starnuti, ma può verificarsi anche al contatto diretto con oggetti contaminati dalle secrezioni. In genere il periodo di incubazione è di due giorni. Chi contrae la sindrome influenzale può restare contagioso fino ai cinque giorni successivi alla comparsa dei sintomi.

I sintomi della malattia

Ma quali sono gli effetti della malattia sulla salute? I virus respiratori sono solitamente caratterizzati da sintomi simili tra loro. I principali sono:

  • Febbre alta
  • Tosse
  • Dolori muscolari

Di conseguenza essere affetti da una di queste tre condizioni deve far scattare il campanello d’allarme. Vista l’aggressività dell’influenza australiana attualmente dominante, la febbre può anche superare improvvisamente i 40 gradi. Altri sintomi comuni includono poi:

  • Mal di testa
  • Brividi
  • Perdita di appetito
  • Affaticamento generale
  • Mal di gola

Le categorie più a rischio sono i bambini e gli over 60, in quanto possono sviluppare complicanze anche batteriche (polmonite).

La cura e il vaccino

I tempi di guarigione variano generalmente tra i 5 e i 7 giorni. I farmaci antipiretici sono molto utili per far abbassare la temperatura corporea. Possono servire all’occorrenza anche sedativi per la tosse e aerosol. Non sono indicati invece gli antibiotici poiché l’influenza è una malattia virale e non batterica. Un loro uso inappropriato si può quindi rivelare dannoso.

Qui abbiamo parlato del problema relativo alla carenza dei farmaci.

Ogni anno il vaccino antinfluenzale viene aggiornato con la nuova variante della sindrome e la somministrazione è offerta gratuitamente dallo Stato. Secondo quanto stabilito dal ministero della Salute (qui il piano sulla campagna vaccinale), deve essere garantita in qualsiasi momento della stagione, anche a chi si presenta in ritardo. Per sviluppare gli anticorpi servono un paio di settimane. Il vaccino è raccomandato alle seguenti categorie di cittadini:

  • Medici e operatori sanitari
  • Adulti nella fascia di età over 60
  • Donna in gravidanza
  • Bambini sani dai 6 mesi ai 6 anni
  • Pazienti con malattie cardiache o polmonari croniche
  • Persone che soffrono di diabete
  • Individui con ipertensione
  • Soggetti positivi all’HIV
  • Pazienti che soffrono di asma

Ricordiamo che l’antinfluenzale non interferisce con la risposta di altri vaccini e può essere iniettato anche contemporaneamente ad essi, su zone del corpo diverse.