Covid Italia, il virus corre: “Rischiamo 30mila morti a fine anno”

I dati principali del monitoraggio settimanale Iss sull'andamento dell'epidemia. I timori degli esperti: abbiamo smesso di combattere il virus.

Il Covid nella versione dell’ultima variante Omicron galoppa anche nel nostro Paese, dove la curva dei contagi è in continua ascesa. Se il numero di polmoniti letali è calato sensibilmente, stante la maggiore contagiosità del virus, le preoccupazioni riguardano la gestione dei fragili e delle ospedalizzazioni, che rischiano di impennarsi tornando a riempire pericolosamente le terapie intensive. Tanto che dal ministero della Salute si parla di possibili 30.000 morti alla fine del 2022.

I numeri

Nel periodo 15 giugno – 28 giugno l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici risulta pari a 1,40 (range 1,36-1,46), in aumento rispetto alla settimana precedente (1.30) ed oltre la soglia epidemica. Sale anche l’incidenza settimanale a livello nazionale: 1.071 ogni 100.000 abitanti (1-7 luglio) rispetto ai 763 ogni 100.000 abitanti (24-30 giugno). E’ quanto emerge dal monitoraggio settimanale della cabina di regia Istituto superiore di sanità-ministero della Salute sull’andamento di Covid-19 in Italia.

Salgono ricoveri e terapie intensive

Ancora in aumento i ricoveri Covid-19. Il tasso di occupazione in terapia intensiva sale al 3,5% (rilevazione giornaliera ministero della Salute al 7 luglio) contro il 2,6% del 30 giugno. Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale sale al 13,3% (rilevazione giornaliera ministero della Salute al 30 giugno) rispetto al 10,3% del 30 giugno.

Rischio 30.000 morti

“Dall’inizio dell’anno sono morte circa 20mila persone. Se continua questo bilancio, e io credo che a ottobre peggiorerà, rischiamo di chiudere l’anno con 30mila morti”. E’ lo scenario delineato da Walter Ricciardi, consulente del Ministero della Sanità.

Tutti i governi occidentali hanno smesso di combattere il virus. Quando i numeri sono così grandi, l’effetto si comincia a sentire anche la pressione sugli ospedali”, dice il professore ordinario di Igiene all’Università Cattolica di Roma a In Onda. E’ essenziale, per Ricciardi, procedere con la quarta dose per tutelare i soggetti fragili.

“Dovrebbe tornare un coordinamento nazionale. Vaccinare milioni di persone è un’operazione complessa. Bisognerebbe prendere atto razionalmente che è necessario un coordinamento nazionale. L’ondata pandemica continuerà, ci sarà presumibilmente il picco nella seconda metà di luglio e si raggiungerà il plateau ad agosto. Poi con l’inizio delle scuole e la ripresa delle attività al chiuso riprenderà l’ondata pandemica. A ottobre riprenderà il circolo delle infezioni a scuola e portate a casa”, dice Ricciardi.