Smart working per la Pubblica Amministrazione: proroga e scenari per il 2021

Secondo quanto stabilito dal decreto Rilancio, lo smart working per i dipendenti pubblici sarà obbligatorio al 50% fino al 31 dicembre 2020

8,2 milioni di smart workers in arrivo. Queste le stime dell’Istat in merito ai lavoratori, pubblici e privati, che potrebbero realisticamente continuare a svolgere il proprio lavoro da casa. Si tratta del 35,7% degli occupati, di cui il 12,1%, cioè circa 1 milione, ha già concretamente sperimentato il lavoro agile nel corso del 2019, ben prima dunque del lockdown imposto dal Covid.

Chi sono gli smart workers

Escludendo alcuni professioni per i quali il lavoro da remoto è preferibile solo in situazioni di emergenza, come ad esempio gli insegnanti, ci sarebbero circa 7 milioni di occupati che potrebbero lavorare ugualmente a distanza: 4,1 milioni tra le professioni che richiedono supervisione e 2 milioni tra quelle ad elevata autonomia.

Il lavoro da remoto potrebbe riguardare più le donne (il 37,9% contro il 33,4% degli uomini), gli ultracinquantenni (37,6% contro 29,5% dei giovani occupati), il centro-nord (37% contro 28,8% del Mezzogiorno) e i laureati (64,2%).

Smart working e PA

E per la Pubblica Amministrazione? Che succederà? Il 56,5% dei dipendenti della PA potrebbe sperimentare il lavoro a distanza, ma nel 2019 lo ha effettivamente utilizzato solo il 2,7%.

Il lavoro da casa è un’opportunità notevole, anche se, avverte l’Istat, c’è il rischio che il confine tra tempi di lavoro e tempi di vita diventi labile. Circa il 40% di chi lavora da casa (luogo principale o secondario) dichiara di essere stato contattato fuori dell’orario di lavoro almeno tre volte da superiori o colleghi nei due mesi precedenti; la quota arriva quasi al 50% tra chi usa la casa come luogo di lavoro occasionale.

Per ora, riguardo ai lavoratori pubblici, sappiamo dal decreto Rilancio (qui lo speciale QuiFinanza) che lo smart working per loro sarà obbligatorio al 50% fino al 31 dicembre 2020. Poi si vedrà. Durante la fase del lockdown per continuare a garantire i servizi siamo passati dalla sperimentazione del lavoro agile ad un lavoro agile a regime. Ora si tratta, invece, di portare il lavoro agile, come il coworking e la rotazione all’interno degli uffici, tra qui e fine anno al 50%.

I dipendenti della Pubblica Amministrazione, fino al 31 dicembre 2020, potranno continuare a lavorare da casa, sulla base di un criterio di rotazione del personale. Gli uffici pubblici hanno già previsto dei reingressi con delle turnazioni e con delle fasi di accesso scaglionate per tutelare la sicurezza sia per chi accede agli uffici pubblici sia per i lavoratori, che devono comunque continuare a mantenere il distanziamento.

Quale futuro per lo smart working nella Pubblica Amministrazione

La ministra della Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone, che aveva anticipato la misura definendola una vera e propria rivoluzione culturale, ha lasciato intendere che del futuro si discuterà poi, e che lo smart working potrebbe, perché no, persino diventare una misura definitiva e strutturale del nostro settore pubblico.

Perché, emergenza sanitaria a parte, è evidente che il lavoro smart taglia, e non poco, i costi dei servizi pubblici. E, dicono le stime, pare che aiuti anche a incrementare la produttività e ad abbattere l’assenteismo: la richiesta di ferie, permessi e malattie si riduce sensibilmente.

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Smart working per la Pubblica Amministrazione: proroga e scenari per i...