Pa, le condizioni per lo smart working nella bozza del decreto per il rientro

Il ministro per la Funzione pubblica Renato Brunetta ha pronta la bozza del decreto per regolarizzare il rientro in ufficio degli statali

A partire dal 15 ottobre i dipendenti della Pubblica amministrazione che hanno goduto fino ad oggi del regime di smart working, reso necessario come misura di prevenzione dal contagio di Covid-19, dovranno rientrare in ufficio, come previsto dall’ultimo Dpcm dello scorso 24 settembre (qui le norme del decreto). Nella bozza di decreto per regolamentare il ritorno al completo già dal primo giorno del personale in servizio al front e back office, il ministro della Pa Renato Brunetta ha previsto la concessione del lavoro da remoto soltanto ad alcune condizioni (qui le regole sullo smart working da inserire nel contratto sulle quali sta lavorando).

Smart working, la bozza del decreto per il rientro dei dipendenti delle Pa: le condizioni

Come si legge nella bozza del testo, sono otto le “condizionalità” previste dal responsabile della Funzione pubblica, affinché si possa mantenere la modalità del lavoro delle Pa da casa. Tra queste, centrale è il mantenimento dei livelli fruizione dei servizi: l’amministrazione deve infatti prevedere una rotazione del personale, dovendo essere “prevalente” il lavoro in presenza, e dotarsi di una piattaforma digitale o di un cloud per garantire la riservatezza dei dati e delle informazioni.

Inoltre “l’accordo individuale per il lavoro agile deve definire obiettivi, modalità e tempi di esecuzione e disconnessione, fasce di contattabilità e criteri di misurazione della prestazione oltre alla previsione di un piano di smaltimento del lavoro arretrato.”

Smart working, rientro dei dipendenti delle Pa: la bozza di decreto

Nella bozza di decreto è prevista già dal 15 ottobre, la presenza in servizio del personale preposto alle attività di sportello e di ricevimento degli utenti (front office) e dei settori preposti alla erogazione di servizi all’utenza (back office), anche attraverso la flessibilità degli orari di sportello e di ricevimento dell’utenza.

Secondo quanto stabilito dal testo, per evitare che il personale rischi di accedere negli stessi orari, nel rispetto delle misure di prevenzione, vanno individuate inoltre delle “fasce temporali di flessibilità oraria in entrata e in uscita ulteriori rispetto a quelle già adottate, anche in deroga alle modalità previste dai contratti collettivi e nel rispetto del sistema di partecipazione sindacale”.

Per questo il provvedimento prevede l’individuazione di mobility manager della PA col compito di programmare dei piani degli spostamenti casa-lavoro (Pscl),  con l’obiettivo di agevolare gli spostamenti dei dipendenti pubblici “anche con modalità sostenibili”.

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