Green Pass a scuola, ma i problemi sono (soprattutto) altri

Il ritorno in aula in presenza fa i conti con il Covid ma anche con alcune criticità antecedenti al 2020

Non in tutte, ma in molte regioni italiane la data segnata in rosso è quella del 13 settembre. È infatti a partire da circa la metà del mese corrente che le lezioni riprenderanno: nessuna didattica a distanza all’orizzonte, ma alunni fisicamente presenti in aula. E mentre si discute dell’obbligo vaccinale e dell’introduzione del Green Pass anche per i docenti e i collaboratori scolastici, poco risalto è stato dato, in questa vigilia di annata 2021/2022 agli altri problemi – che potremmo definire atavici – che affliggono la scuola italiana. Ben prima delle sfide poste dal Covid.

La situazione della scuola dopo il Covid

Per quanto riguarda i problemi che possiamo definire “emergenziali”, quelli emersi, cioè, dopo l’irrompere della pandemia, possono avvantaggiarsi – in alcuni casi – della vaccinazione: se non per gli studenti (di elementari e, in parte, medie) per il personale scolastico tutto, che comprende professori, maestri, collaboratori scolastici e addetti ai servizi di segreteria e amministrazione interna, presidi. Per tutti loro, il Green Pass è obbligatorio da settembre.

Ecco quali sono le sanzioni per chi non disporrà del lasciapassare di avvenuta vaccinazione. A breve arriverà inoltre un’app appositamente pensata per tenere traccia dei certificati – qui tutti i dettagli. Gli addetti ai controlli sono i collaboratori scolastici, che dovranno verificare i Green Pass singolarmente e su base quotidiana. Da questo punto di vista non ci si aspettano particolari sorprese: secondo l’ultima indagine del governo, oltre il 90% del personale scolastico ha ricevuto almeno una inoculazione.

Quali sono i vecchi problemi della scuola italiana

Insomma, la quota di vaccinati consente, almeno sulla carta, un rientro in sicurezza. Si è parlato, e molto, di Green Pass e di no vax tra i ranghi della scuola italiana. A mettere a rischio gli studenti c’è però un problema datato prima del Covid: si tratta del sovraffollamento delle aule.

La questione diventa più spinosa per le aule al cui interno trovano ospitalità i minori di 12 anni, che non ricevono il vaccino. “Abbiamo stanziato oltre 2 miliardi per il rientro in sicurezza, compresi 270 milioni per l’edilizia scolastica leggera e l’affitto di spazi ulteriori per la didattica”, ha dichiarato il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi.

“Non si fa altro che parlare del Green Pass, e tutto resta come prima: già lo scorso anno ci hanno detto che le scuole erano sicure. Invece non sono stati fatti gli investimenti promessi su un piano per l’edilizia scolastica, i trasporti e il personale”, ha invece dichiarato Marco Meotto, docente di storia e filosofia all’istituto Natta di Rivoli.

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Green Pass a scuola, ma i problemi sono (soprattutto) altri