Flop dei concorsi pubblici, Pnrr a rischio: ecco l'”identikit” dello statale

Diventano sempre più difficili gli obiettivi per rinforzare e preparare la pubblica amministrazione all'arrivo dei soldi del Pnrr

Il piano del ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta di raggiungere entro il 2028 quota 4 milioni di statali sembra in salita. Dei 103mila posti a concorso negli ultime tre anni soltanto 14.500 sono entrati nelle Pa. Per arrivare al traguardo fissato si dovrebbero assumere 1,3 milioni di dipendenti nei prossimi 6 anni, cifra che al ritmo attuale sembra irraggiungibile. Ma non si tratta solo di una questione di numeri. L’obiettivo di abbassare l’età media degli impiegati pubblici a 44 anni, con “competenze adeguate” sembra ancora più improbabile, considerato che quella attuale è di 50 e che i nuovi assunti si aggirano attorno ai 32 anni.

Flop dei concorsi pubblici, l’identikit del dipendente pubblico

A tracciare il quadro del livello attuale della Pubblica amministrazione italiana sono gli esperti del Fpa, la società che organizza il Forum della Pubblica Amministrazione.

Secondo il report degli analisti gli obiettivi fissati dal ministro Brunetta, per svecchiare e riqualificare il personale delle Pa in modo da essere preparato ad accogliere e impiegare i fondi del Pnrr, sembrano una “missione impossibile” (qui per conoscere tutte le scadenze dei concorsi al sud).

Come ricordato nello studio condotto da Fpa, fino al 2029, tra Pnrr e fondi della politica di coesione, “all’Italia arriveranno 484 miliardi di euro di spese straordinarie ed aggiuntive da programmare, gestire, monitorare e rendicontare, in media 54 miliardi l’anno.”

I dipendenti pubblici italiani in Italia sono fermi a 3,2 milioni (a fronte di oltre 3 milioni di pensionati), il 14,5% del totale degli occupati, lontani dai 5,7 milioni della Francia, i 5,3 milioni del Regno Unito e i 5 milioni della Germania – si legge nel report. Hanno un’età media di quasi 50 anni, fanno poca formazione (spendiamo appena 40 euro l’anno a persona per l’aggiornamento) e, nonostante una buona quota di laureati (il 42,6%), hanno principalmente competenze giuridiche, adatte a gestire procedimenti più che progetti, spesso disallineate dalle reali esigenze.”

Per rendere pronta la macchina amministrativa all’arrivo di questo flusso inedito di risorse “considerando anche i previsti 500mila pensionamenti, entro 6 anni bisognerebbe assumere quasi 1,3 milioni di persone – circa 200 mila ogni anno – con un’età media di 28 anni, avviando un grande piano di formazione impostato su un’analisi delle necessarie competenze” si legge ancora nell’analisi.

Nonostante le difficoltà espresse anche dai ministeri dell’Economia e delle Infrastutture a ricoprire tutte le posizioni messe a bando, sia per la perdita di attrattiva del posto fisso sia, come nel caso della Giustizia, per le difficoltà dei candidati a superare i concorsi, gli analisti di Fpa sottolineano però che c’è una campagna di reclutamento che è andata come previsto e riguarda quella per i professionisti del Pnrr.

Per le posizioni offerte nella gestione dei fondi del Piano nazionale, solo nel 2021 sono state ricevute 160 mila candidature e sono già oltre 15 mila le assunzioni a tempo determinato realizzate: una quota superiore al 50% del totale previsto, in linea con i traguardi fissati entro il 2023 (qui per sapere tutto sugli ultimi concorsi pubblici nel Centro Italia).

Flop dei concorsi pubblici, la replica del ministero

La lettura del Forum della Pubblica amministrazione viene però respinta dal ministero della Funzione pubblica che replica così all’analisi: “Il monitoraggio realizzato da Fpa si basa su un campione casuale, e non rappresentativo, di 55 concorsi, eterogenei sia per la data di pubblicazione del bando sia per il tipo di amministrazione banditrice”, si legge nel comunicato.

Secondo il ministero, il calcolo dei tempi dei concorsi formulati nel rapporto ”è falsato dal lungo stop legato alla pandemia. Lo stesso rapporto riconosce, a fronte dei 674 giorni medi di durata dei concorsi banditi nel 2019 e finora conclusi, un tempo medio di conclusione di soli 141 giorni per quelli banditi e terminati nel 2021.”

“Se ci si fosse basati, ad esempio, soltanto sulle 22 procedure organizzate da Formez Pa con l’applicazione delle nuove regole nel secondo semestre 2021, per un totale di 28.577 posizioni – precisano ancora dalla Funzione pubblica – si sarebbe scoperto che i tempi medi dalla pubblicazione del bando alla conclusione delle prove ammontano ad appena 90 giorni” più i tempi per il lavoro delle commissioni.