Dl Semplificazioni, Mattarella firma: cosa cambia per la Pubblica Amministrazione

Arriva la firma del Presidente della Repubblica: il dl Semplificazioni dopo l'ok di Camera e Senato è legge

Rendere più efficiente la Pubblica Amministrazione e snellire la burocrazia: è questo l’obiettivo del Dl Semplificazioni firmato venerdì 11 settembre 2020 dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Dalla banda ultra larga all’identità digitale, l’introduzione e il rafforzamento del ricorso alle nuove tecnologie si affianca ad un coinvolgimento maggiore dei funzionari pubblici, che dovranno rispondere di eventuali danni e garantire tempi e trasparenza dei processi amministrativi.

Una Pubblica Amministrazione più digitale: cosa prevede il dl Semplificazioni

Lo scopo di una Pubblica Amministrazione più digitale e smart nasce dall’esigenza di rendere meno complessi e lunghi i processi burocratici, mettendo tutto a portata di mano del cittadino.

Con questo obiettivo il dl Semplificazioni fortifica l’identità digitale e favorisce l’accesso ai servizi in rete attraverso Spid (Sistema Pubblico di Identità Digitale) e Cie (Carta di identità elettronica). Seguendo la stessa logica, inoltre, il decreto legge promuove l’App-IO quale punto di accesso telematico ai servizi pubblici, che permetterà di interagire in modo semplice e sicuro con le PA locali e nazionali, direttamente dal proprio smartphone. L’applicazione, nello specifico, consentirà ai cittadini di effettuare pagamenti dei servizi pubblici in pochi secondi e invierà notifiche e aggiornamenti in merito a scadenze, avvisi e novità riguardanti la Pubblica Amministrazione in generale.

Sempre col fine di semplificare e rendere più efficiente i procedimenti burocratici, inoltre, le autorità provvederanno anche a:

  • creare una piattaforma destinata alle notifiche e comunicazioni telematiche degli atti giudiziari;
  • rendere meno complessa la conservazione dei documenti informatici;
  • semplificare la procedura del rilascio della firma elettronica avanzata;
  • garantire disponibilità a dialogo tra i vari enti rendendo accessibili e reperibili le banche dati dei concessionari di pubblici servizi applicando il principio “once only”,  ovvero evitando che i cittadini si ritrovino a fornire le stesse informazioni più di una volta per lo stesso procedimento.

Per permettere tutto ciò, inoltre, verranno sancite regole e procedure omogenee per tutta la PA, tali da orientare in maniera chiara e trasparente i cittadini che si interfacciano con i funzionari pubblici e i dipendenti stessi della Pubblica Amministrazione: addio quindi alle procedure complesse e diverse per ogni ufficio per lasciare spazio a moduli e procedure standard.

Dl Semplificazioni: come verrà garantita maggiore trasparenza all’interno della Pubblica Amministrazione

Con l’approvazione del dl Semplificazioni il Governo punta anche a garantire maggiore trasparenza all’interno della Pubblica Amministrazione. Snellire la burocrazia e garantire facile accesso ai servizi pubblici ha infatti come scopo quello di rendere i vari processi decisionali più chiari.

Prima di tutto, il cittadino saprà con certezza quando e come la PA rende un servizio in merito ad una specifica richiesta. Dovranno infatti essere resi noti i tempi di chiusura delle pratiche e di erogazione dei servizi da parte degli enti, per garantire appunto maggiore trasparenza. Le amministrazioni che non rispettano i termini e non rispondono al cittadino, pertanto, non potranno più intervenire tardivamente dando il loro parere. Per questo motivo è stato deciso anche di abrogare i pareri preliminari nelle conferenze dei servizi. In questi casi si applicherà la regola del silenzio assenso per chiudere il procedimento.

Con il dl Semplificazioni, infine, l’Esecutivo è intervenuto anche in merito al comportamento dei funzionari che agiscono contro il bene pubblico. Per i danni erariali causati da omissione o inerzia del dirigente/dipendente della PA resta la responsabilità per colpa grave. Quando però chi agisce da seguito agli atti, fino al 31 dicembre 2021, l’azione di responsabilità resta solo in caso di dolo. Il reato di abuso di ufficio, invece, si configura quando è dimostrabile che le norme violate riguardano l’applicazione di specifiche regole di condotta disattese, che non lasciano margini di discrezionalità all’amministrazione.

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