Smart working: quando arriva il contratto sul lavoro da remoto e chi riguarda

Il ministro Renato Brunetta ha spiegato entro quanto arriverà il contratto per il lavoro da remoto, che permetterà di superare le tante difficoltà legate a questa modalità operativa

La riforma dello smart working potrebbe arrivare molto prima del previsto, almeno secondo quanto annunciato da Renato Brunetta, ministro per la Pubblica amministrazione. L’annuncio è arrivato durante il Festival dell’Innovazione, organizzato da Il Foglio. Il politico azzurro, oltre a fornire una data per l’attesa riforma degli statali, ha anche spiegato in che modo il Green pass potrebbe influenzare l’economia dell’Italia.

Smart working, quando arriva il contratto per i dipendenti pubblici

Il contratto sul lavoro da remoto dovrebbe arrivare entro un mese, in base alle dichiarazioni di Renato Brunetta. Si tratterà di un “pacchetto parallelo” a quello del lavoro in presenza, con la tanto attesa riforma del pubblico che potrebbe dunque realizzarsi già a ottobre.

Il ministro ha sottolineato che far lavorare da casa i dipendenti pubblici è stata “un’idea intelligente” per affrontare la difficile situazione dei primi mesi della pandemia di Covid, quando ancora non era possibile proteggersi dal coronavirus con i vaccini.

Tuttavia “non c’era un contratto, non c’era l’organizzazione del lavoro, non c’era la piattaforma tecnologica”, come ha evidenziato lo stesso membro dell’esecutivo. Si tratta di problemi che sono emersi sono una volta iniziato il lavoro da remoto per migliaia di operatori del settore, subito evidenziati dai rappresentanti sindacali e dagli analisti.

Spesso lo smart working si è tradotto in ore di lavoro aggiuntive e veri e propri straordinari non corrisposti, con difficoltà determinate dalla mancanza di adeguate infrastrutture digitali e dall’impossibilità di conciliare vita familiare e scadenze. Un vero incubo per molti dipendenti, in particolare per le donne con figli a carico.

“Si voleva far diventare questa esperienza un modello”, ha detto ancora Renato Brunetta. E per questo “mi sono arrabbiato”, facendo dichiarazioni contro lo smart working. Il cambiamento partirà dunque dunque con un contratto per il lavoro agile, che arriverà nel giro di un mese, quindi intorno a metà ottobre.

Brunetta, per l’Italia un “momento magico” anche grazie al Green pass

Il ministro ha poi sottolineato che quello attuale è per il nostro Paese un “momento magico”. Ai cronisti presenti all’evento ha spiegato che l’Italia è in crescita con numeri intorno al 6% e grazie al Green pass si potrebbe arrivare anche al 7%.

Si tratta di una “congiuntura astrale strepitosa” spinta dalle riaperture rese possibili dall’alto numero di vaccinati, quasi 50 milioni, oltre il 75% della popolazione sopra i 12 anni. Tuttavia sarà necessario secondo Renato Brunetta rendere questa “fiammata” strutturale, e alimentare la crescita con provvedimenti permanenti.

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