Concorso Sud, un altro flop: quanti posti rimangono scoperti

Tanti i posti rimasti scoperti tra i 2.800 profili ricercati nel Mezzogiorno per la pubblica amministrazione

Soltanto 821 assunzioni, nemmeno un terzo rispetto ai 2.800 posti disponibili. È il risultato del “Concorso Sud” che puntava al reclutamento nelle Regioni del Mezzogiorno di profili tecnici qualificati per la pubblica amministrazione. Dopo il numero di insufficiente di ammessi alla prova scritta, l’esito deludente del bando che doveva portare in tempi rapidi alla rilancio della Funzione pubblica.

Concorso Sud, un altro flop: i numeri su partecipazione idonei

Ai livelli minimi sia la presenza di profili qualificati che la partecipazione generale: su circa 102 mila candidati si sono presentati in 37.009, un’affluenza del 36,2%.

Un “dato in linea con una tendenza di scarsa partecipazione che emerge in numerosi concorsi recenti”, secondo il Formez, il Centro studi e assistenza per l’ammodernamento della Pubblica amministrazione, che ha però sottolineato il raggiungimento di un alto tasso di idonei: il 53%.

Percentuale che però non basta a coprire tutti i ruoli, perché mal distribuita. A superare le prove sono stati, infatti, 1.484 candidati ma per la maggior parte per due dei cinque profili richiesti, mentre per gli altri tre di esperto in gestione, rendicontazione e controllo, funzionario esperto analista informatico e funzionario esperto tecnico, rimangono molte posti vuoti.

Con più vincitori rispetto alle posizioni disponibili, coloro che sono passati sono destinati al ripescaggio in altre selezioni pubbliche.

Concorso Sud, un altro flop: gli intoppi

Secondo il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta il bando “ha pagato l’impianto originario del concorso, impostato dal precedente governo per reclutare esperti con contratto a tempo determinato e retribuzioni standard medio-basse”.

Dai dati del Formez emerge come tra gli idonei il 50,9% abbia tra i 30 e i 40 anni, il 22,6% tra i 40 e i 50, il 20,4% fino a 30 anni. A sottolineare come i contratti a tempo determinato messi a disposizione fossero più adatti ai neolaureati, ostacolati però dai criteri del punteggio per titoli, nonostante il concorso fosse destinato a profili ad alta specializzazione. Quelli effettivamente rimasti scoperti e che sarebbero invece necessari nelle Pa per la gestione dei progetti finanziati dal Pnrr.

Il primo intoppo del “Concorso Sud” si era presentato già alla prova scritta, con l’ammissione in prima battuta di soli 8mila candidati. Un numero considerato insufficiente e che ha reso necessario la riapertura del bando agli altri 70mila candidati inizialmente esclusi.   

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Concorso Sud, un altro flop: quanti posti rimangono scoperti