Concorsi pubblici, cambia tutto: le nuove regole, dal portale alle preferenze

A 28 anni di distanza dall'ultimo regolamento arrivano le novità sull'accesso ai posti pubblici e sulle modalità dei concorsi

Addio carta e penna, nei concorsi pubblici cambia tutto. Dopo 28 anni il ministero per la Pubblica amministrazione introduce nuove regole per l’assunzione nelle Pa, dalla digitalizzazione totale delle prove di accesso alla parità di genere, dal nuovo portale per la pubblicazione dei bandi al massimo di 120 giorni tra la prima selezione e l’inizio effettivo dell’incarico. Ecco tutte le novità previste dal nuovo regolamento.

Concorsi pubblici, cambia tutto: il nuovo portale

La rivoluzione rientra nel percorso di riforma della pubblica amministrazione legato al Pnrr ed è stata fortemente voluta dal ministro Renato Brunetta: “Il via libera mi riempie di sincera soddisfazione e orgoglio”, ha dichiarato, “perché chiude il cerchio rispetto all’importante lavoro che, come ministro del Governo Draghi, ho portato avanti da oltre un anno e mezzo con un unico obiettivo: la valorizzazione e il rilancio del capitale umano” (qui avevamo parlato del lavoro sulle nuove regole per i concorsi pubblici in funzione del Pnrr).

L’obiettivo fissato dal ministero con il cambiamento delle regole è quello di “garantire la massima partecipazione ai concorsi e la piena trasparenza ed efficienza nelle procedure”.

La prima novità stabilita nel regolamento riguarda i bandi di concorso che non verranno più pubblicati in Gazzetta Ufficiale, ma, a partire dal primo gennaio, esclusivamente sul portale InPa, al quale bisognerà registrarsi per partecipare a qualsiasi concorso pubblico. Per farlo sarà necessario accedere tramite Spid, Carta di identità elettronica o Carta nazionale dei servizi.

Dall’1 luglio scorso le amministrazioni centrali e le autorità indipendenti possono pubblicare i propri bandi su InPa, per le assunzioni di personale a tempo indeterminato e determinato. Dall’1 novembre 2022, invece, la pubblicazione sul portale InPA diventerà obbligatoria anche per Regioni ed enti locali.

Tutte le informazioni sulla procedura, a partire dalla convocazione per le prove selettive, si troveranno sul portale, attraverso il quale sarà anche possibile versare il contributo di partecipazione al concorso, fissato in un massimo di 10 euro.

Altra importante novità: carta e penna verranno definitivamente gettate e ogni fase del concorso, dall’accesso alla procedura allo svolgimento delle prove, nomina delle commissioni, dalla pubblicazione delle comunicazioni allo svolgimento dei concorsi unici fino all’assunzione in servizio, sarà digitalizzato.

Concorsi pubblici, cambia tutto: preferenze e riserve

Il decreto modifica anche i criteri che premiano un candidato al posto di un altro a parità di punteggio. Una corsia preferenziale sarà riconosciuta agli insigniti di medaglia al valor militare e civile e i mutilati e invalidi del settore pubblico. Ma anche ai figli di medici e altro personale ospedaliero deceduto per Covid contratto durante il servizio.

Favoriti inoltre gli atleti dei gruppi sportivi militari e civili dello Stato, chi ha svolto con esito positivo servizio nell’Ufficio del processo, al pari dei navigator (qui avevamo parlato delle professioni avvantaggiate per le assunzioni nella pubblica amministrazione).

In generale, chiarisce il ministero, sarà garantita la tutela dei principi di parità di genere e data precedenza ai “soggetti in situazione di svantaggio”, attraverso misure “finalizzate alla rimozione degli ostacoli alla partecipazione ai concorsi per le donne in gravidanza o allattamento e per coloro che si trovino in situazioni di svantaggio (Dsa), in termini coerenti con le linee guida sulla parità di genere in corso di adozione da parte del Dipartimento della funzione pubblica e del Dipartimento per le pari opportunità.”

L’amministrazione pubblica che vuole assumere nuovo personale, al momento della pubblicazione del bando dovrà dichiarare le percentuali di uomini e donne presenti nel proprio organico: se la differenza tra un genere e l’altro è pari o superiore al 30 per cento, scatterà una quota a vantaggio del genere meno rappresentato.

Concorsi pubblici, cambiano le commissioni: spazio alle “soft skill”

Accanto alle competenze tecniche, nei nuovi concorsi pubblici sarà dato più spazio anche alle cosiddette “soft skill”, le capacità relazionali, che saranno valutate durante gli esami da psicologi e specialisti delle risorse umane, che entreranno a far parte in pianta stabile delle commissioni esaminatrici: secondo quanto previsto nel nuovo regolamento dovranno infatti essere composte da tecnici esperti nelle materie oggetto del concorso, scelti tra dipendenti di ruolo delle amministrazioni, docenti ed estranei alle medesime.