Concorsi insegnanti di ruolo, le nuove regole di Brunetta

Quando ci saranno le prossime prove e come saranno organizzate: i requisiti per l'accesso per 40mila assunzioni

Cambiano i concorsi per gli insegnanti di ruolo. In quella che potrebbe essere definita l’era di Brunetta, attuale ministro della Pubblica Amministrazione, i punti principali riguardano i quesiti, il loro numero e una componente dell’esame da svolgere oralmente. Il percorso per accedere alla professione dell’insegnamento è quindi cambiato: ecco come.

Quanti sono i quesiti e quanto tempo c’è per rispondere

Al centro dei cambiamenti c’è il cosiddetto PNRR, ovvero il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienzaqui i numeri della scuola sui quali Draghi ha puntato. Per poter investire le risorse ingenti che l’Unione Europea ha messo a disposizione dell’Italia in risposta alla crisi economica generata dalla pandemia, il nostro Paese deve dotarsi di metodi, prassi, strutture all’avanguardia. La scuola non è esclusa.

Come cambiano quindi i concorsi per entrare in ruolo? Lo si legge nelle bozze dei decreti predisposti dal ministero dell’Istruzione. Dell’orale, che affiancherà la parte di prova scritta, si è già parlato. Nello specifico, la prova scritta sarà composta da un numero complessivo di 50 quesiti ai quali rispondere nel tempo massimo di 100 minuti. Si verrà inoltre valutati sulla base dei titoli posseduti. Il 30% dei posti sarà inoltre riservato a chi ha prestato almeno 3 anni di servizio.

Punteggio minimo ai fini dell’orale e quando i prossimi concorsi

La prova orale è successiva alla prova scritta. Significa che se non si supera la seconda menzionata non si può accedere all’orale. Il punteggio minimo ai fini dell’orale è di 70 punti, guadagnati grazie ai 50 quesiti, di cui 40 riferiti alla disciplina specifica e 10 a competenze digitali e linguistiche. I requisiti riguardano la laurea richiesta nella classe di concorso specifica, e l’abilitazione. Quest’ultima può essere stata conseguita anche all’estero. A patto però che sia riconosciuta anche in Italia. Ecco tutti i dettagli sui nuovi requisiti per l’insegnamento, dai tirocini ai crediti.

I concorsi saranno banditi con cadenza annuale e non saranno più centralizzati (graduatoria unica a scorrimento). Invece saranno territoriali, una scelta che dipende dall’esigenza di reclutare il personale più velocemente.

Quali bandi sono in arrivo e quando? Probabilmente il mese prossimo partiranno i primi concorsi, forse già dal 15 dicembre. Si cercano 27mila insegnanti per superiori e medie, 13mila per le scuole dell’infanzia. Un numero tuttavia esiguo a fronte del mezzo milione di candidati che, secondo alcune stime, sarebbero pronti a presentarsi.

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