Rinnovo contratti Pa: aumenti a fine anno, premi tassati a metà

Si riavvia la stagione dei rinnovi contrattuali, che interessano 3,2 milioni di dipendenti pubblici per un aumento medio di circa 107 euro

Dopo anni di stallo nella pubblica amministrazione, si riavvia la stagione dei rinnovi contrattuali, che interessano 3,2 milioni di dipendenti pubblici per un aumento medio di circa 107 euro. I contratti dovrebbero chiudersi entro la primavera, per consentire l’arrivo in busta paga degli aumenti entro la fine del 2021.

“Mi auguro che lo sblocco delle trattative consenta la conclusione dei contratti collettivi, almeno quelli riferiti ai comparti (funzioni centrali, sanità, istruzione e funzioni locali), con i relativi aumenti in busta paga entro la fine dell’anno, per chiudere poi i contratti della dirigenza nei primi mesi del 2022″, ha detto il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta.

Nuovo contratto Pa, gli aumenti

Il nuovo contratto dovrebbe prevedere un aumento medio del 4,07%, equivalenti a 107 euro lordi, ai quali va però decurtata la parte necessaria a finanziare la stabilizzazione del cosiddetto “elemento perequativo”: un bonus di 20-30 euro al mese previsto nell’ultimo contratto degli statali a favore dei redditi più bassi e solo per un triennio.

Non solo, sempre nel documento a firma Brunetta viene ricordato come dalla cifra si debba sottrarre anche l’indennità di vacanza contrattuale che i dipendenti pubblici stanno già incassando a titolo di anticipo dei nuovi aumenti, portando così l’aumento a un importo reale stimato in circa 90 euro lordi mensili.

Nuovo contratto Pa, lo smart working

Nei futuri contratti collettivi nazionali del pubblico impiego ci sarà anche l’individuazione di una disciplina del lavoro agile (smart working) per via contrattuale, che superi l’attuale assetto emergenziale. In questo senso, nei futuri contratti collettivi nazionali, dovrà essere definita una disciplina normativa ed economica che garantisca condizioni di lavoro trasparenti, che favorisca la produttività e l’orientamento ai risultati, conciliando le esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori con le esigenze organizzative delle pubbliche amministrazioni. Saranno quindi disciplinati aspetti di tutela dei diritti sindacali, delle relazioni sindacali e del rapporto di lavoro quali il diritto alla disconnessione, le fasce di reperibilità, il diritto alla formazione specifica, la protezione dei dati personali, il regime dei permessi e delle assenze.

Statali, tasse dimezzate sui premi

Gli oltre tre milioni di lavoratori statali potranno usufruire di una forma di detassazione dei premi in busta paga: un risparmio sull’Irpef ordinaria che si aggira intorno al 30% per i redditi più bassi, si supera il 50% nel caso dei funzionari.
È l’Agenzia delle Entrate a specificarlo: sui compensi pagati l’anno successivo a quello di riferimento – ovvero sui premi concessi agli statali, si applica la tassazione separata. Uno sconto fiscale sui premi che per gli statali, come riportato da Il Sole 24 Ore, potrà essere visibile direttamente nella propria busta paga.

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Rinnovo contratti Pa: aumenti a fine anno, premi tassati a metà