Riforma Pubblica amministrazione: aumento di 107 euro e smart working nel contratto

Come cambia la Pa con Brunetta e Draghi dopo la firma del “Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale”

“La Pubblica amministrazione è centrale per il buon funzionamento della società e lo diventa ancora di più in un periodo di Coronavirus e di pandemia legata alla diffusione del Covid-19″.
È quanto affermato dal presidente del Consiglio, Mario Draghi, per la cerimonia di firma del “Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale”, un documento che servirà a potenziare la Pa attraverso la semplificazione dei processi e un massiccio investimento nel capitale umano. In quest’ottica saranno fondamentali i percorsi di formazione continua del personale.

Il Patto (qui il testo integrale) è stato siglato dal presidente del Consiglio Mario Draghi e dal ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, con i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri.

Tra le novità: il rinnovo del contratto (con 107 euro in più) e l’individuazione di una disciplina del lavoro agile (smart working) per via contrattuale.

Venerdì tavolo con sindacati per i rinnovi

Il Patto “inaugura una nuova stagione di relazioni sindacali”, ha detto il ministro Renato Brunetta, annunciando che venerdì incontrerà “le confederazioni sindacali per avviare il negoziato in tempi brevi. È per noi il miglior segno di ripartenza”.

Il ministero della Pubblica amministrazione, si legge nel documento, intende appunto “avviare una stagione di relazioni sindacali”, per “centrare obiettivi ambiziosi” a partire proprio dai rinnovi contrattuali.

“Il buon funzionamento del settore pubblico è al centro del buon funzionamento della società. Questo è sempre vero, con la pandemia è ancora più vero”, ha detto il premier Mario Draghi intervenendo nella sala verde di Palazzo Chigi. “A fronte di questa centralità del settore pubblico se guardiamo la situazione attuale concludiamo che c’è molto da fare“, soprattutto per quanto riguarda l’età media e la formazione del personale pubblico.

Smart working disciplinato per via contrattuale

Il Patto individua la flessibilità organizzativa delle Pubbliche amministrazioni e l’incremento della loro rapidità di azione come obiettivi fondamentali di un processo di rinnovamento che le parti si impegnano a perseguire, con particolare riferimento a tre dimensioni: il lavoro, l’organizzazione e la tecnologia.
L’individuazione di una disciplina del lavoro agile (smart working) per via contrattuale è un elemento qualificante di questa strategia e va nella direzione auspicata dalle organizzazioni sindacali sin dall’inizio della crisi pandemica.

In questo senso, nei futuri contratti collettivi nazionali, dovrà essere definita una disciplina normativa ed economica che garantisca condizioni di lavoro trasparenti, che favorisca la produttività e l’orientamento ai risultati, conciliando le esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori con le esigenze organizzative delle pubbliche amministrazioni. Saranno quindi disciplinati aspetti di tutela dei diritti sindacali, delle relazioni sindacali e del rapporto di lavoro quali il diritto alla disconnessione, le fasce di reperibilità, il diritto alla formazione specifica, la protezione dei dati personali, il regime dei permessi e delle assenze.

Formazione continua per ogni dipendente pubblico

La costruzione di una nuova e moderna Pubblica amministrazione si fonda sulla valorizzazione delle persone, attraverso percorsi di crescita e aggiornamento professionale, e sulla definizione di un piano delle competenze su cui costruire la programmazione dei fabbisogni e le assunzioni del personale.

In questa ottica, il Patto afferma che ogni pubblico dipendente dovrà essere titolare di un diritto/dovere soggettivo alla formazione continua, al fine di essere realmente protagonista del cambiamento, e che la Pubblica amministrazione dovrà utilizzare percorsi formativi di eccellenza, adatti alle persone e certificati.

Il Governo si impegna a definire politiche formative di ampio respiro, con particolare riferimento al miglioramento delle competenze digitali e di specifiche competenze avanzate di carattere professionale. Formazione e riqualificazione assumeranno il rango di investimento strategico e non saranno più considerati come mera voce di costo.

Rinnovi contrattuali del triennio 2019-2021

Il Patto individua poi la necessità di avviare una nuova stagione di relazioni sindacali, fondata sul confronto con le organizzazioni, e di portare a compimento i rinnovi contrattuali del triennio 2019-2021, ritenendoli un fondamentale investimento politico e sociale.
I rinnovi interessano 3,2 milioni di dipendenti pubblici per un aumento medio di circa 107 euro.

Attraverso i contratti collettivi del triennio 2019-2021, si procederà alla successiva rivisitazione degli ordinamenti professionali del personale, ricorrendo a risorse aggiuntive con la legge di Bilancio per il 2022 e adeguando la disciplina contrattuale ai fabbisogni di nuove professionalità e competenze. È necessario, inoltre, valorizzare specifiche professionalità non dirigenziali dotate di competenze specialistiche ed estendere i sistemi di riconoscimento delle competenze acquisite negli anni, anche tramite opportune modifiche legislative.

Sostegno alla genitorialità e premialità

Nell’ambito dei nuovi contratti collettivi saranno adeguati i sistemi di partecipazione sindacale, valorizzando gli strumenti di partecipazione organizzativa e il ruolo della contrattazione integrativa. Le parti concordano sulla necessità di implementare gli istituti di welfare contrattuale, con riferimento al sostegno alla genitorialità e all’estensione al pubblico impiego di agevolazioni fiscali già riconosciute al settore privato, relative alla previdenza complementare e ai sistemi di premialità diretti al miglioramento dei servizi.

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