Piano Bridge per salvare l’Italia: garanzia 100% dello Stato e zero interessi

Un gruppo di economisti e giuristi italiani, capeggiati dall'ex dirigente del Tesoro Fabrizio Pagani, ha presentato all'Europa un programma assai ambizioso, ma semplice

Mentre a Bruxelles le diplomazie sono al lavoro per addivenire a una soluzione che, probabilmente, sarà di compromesso, un po’ Mes e un po’ Bei, e la Commissione lancia SURE, il lavoro breve sostenuto dallo Stato, arrivano da più parti proposte alternative per fronteggiare quella che, come inevitabile, sarà la più grave crisi del Dopoguerra.

Il Piano Bridge

Per superare l’emergenza Covid-19 e riportare in poco tempo l’Italia almeno ai livelli di Pil del 2019, un gruppo di economisti e giuristi italiani, capeggiati dall’ex dirigente del Tesoro Fabrizio Pagani, ha presentato all’Europa un programma assai ambizioso, e oneroso, ma tutto sommato semplice e potenzialmente molto efficace.

Si chiama Piano Bridge e consiste di fatto in una grandiosa erogazione di credito agli operatori economici, con garanzia da parte dello Stato e tasso zero. Il Piano Bridge è una “straordinaria, ingente erogazione di credito con garanzia dello Stato agli operatori economici del Paese per superare l’emergenza Covid-19” scrivono i promotori nel loro documento.

Si tratta di credito aggiuntivo rispetto a quello che le banche normalmente metterebbero a disposizione del sistema economico. L’obiettivo è consentire a tutti gli operatori economici di superare il periodo più profondo dell’emergenza costruendo intorno a loro una rete di sicurezza finanziaria e fornendo loro la liquidità per ripartire.

L’economia ha bisogno di liquidità, e di tempo

Che lo Stato debba intervenire nel proprio sistema economico iniettando liquidità è ormai ovvio. Persino il rigorosissimo Mario Draghi ha detto che l’unica strada per sopravvivere, e rinascere, è fare debito pubblico. Parole lontanissime dalle vecchie strategie alla greca, per intenderci. Che dopo anni implodevano su stesse per l’eccessiva rigidità dei piani. Chi pagherà poi il prezzo del debito, è ancora tutto da vedere, ed è la grande questione che ci accompagnerà nei prossimi anni.

“La nostra economia – hanno spiegato i promotori del Piano Bridge – ha bisogno di comprare tempo. Gli operatori economici che hanno subito l’impatto dell’emergenza devono poter continuare a pagare i propri occupati e mantenere capacità produttiva e quote di mercato”.

Come funzionano i prestiti Bridge

Come funzionerebbe? Semplice: i prestiti previsti dal Piano Bridge sarebbero destinatati a grandi e piccole medie imprese, ma anche a professionisti, autonomi, cooperative e Terzo settore. Le erogazioni non sarebbero vincolate alla presentazione di garanzie reali o fideiussioni personali.

L’importo erogato sarebbe pari a tre mensilità di fatturato registrate dal beneficiario nel corso del 2019. Il tasso di interesse applicato pari a zero. La restituzione del prestito avverrebbe con un massimo di 100 rate a partire dal primo gennaio 2022. La garanzia dello Stato, assicurata dal Ministero dello Sviluppo Economico, sarebbe del 100% del credito e completamente gratuita.

L’unico vincolo imposto alle aziende sarebbe mantenere i livelli occupazionali almeno per il primo anno dall’erogazione del prestito. In caso di mancato rispetto si applicherebbero condizioni meno vantaggiose, come per esempio l’aumento del tasso di interesse.

Semplice, e immediato

Detto in altre parole, se ciò che prima un’impresa o un autonomo guadagnavano ora non lo guadagnano più a causa del Coronavirus, le banche intervengono prestando loro l’ammontare equivalente al mancato guadagno. Lo Stato garantisce, mentre l’impresa o l’autonomo, senza bisogno di presentare garanzie reali o fideiussioni personali, e con l’unico vincolo di mantenere i livelli occupazionali, non paga nessun interesse. E comincia a rimborsare in 100 rate solo a partire dal 2022.

Bridge dunque potrebbe consentire di tornare alla normalità e il costo economico dell’emergenza verrebbe, in ultima analisi, spalmato nel tempo e sostenuto in gran parte degli stessi operatori economici attraverso la restituzione del finanziamento.

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