Lockdown di Natale, negozi moda in ginocchio: perdite drammatiche di fatturato e posti di lavoro

Sarà un Natale magro, magrissimo, anche per i negozianti. I commercianti perdono anche tutte le entrate della vigilia e di fine anno, e i saldi andranno a rilento

Sarà un Natale magro, magrissimo, anche per i negozianti. E il decreto Natale varato dal Governo Conte, costretto a scegliere tra salute ed economia, ha stabilito la chiusura delle attività, con importanti ripercussioni su un settore già in ginocchio.

Natale, quando sono chiusi i negozi di abbigliamento

Ricordiamo che tutta Italia sarà zona rossa nei giorni 24, 25, 26, 27, 31 dicembre 2020 e 1, 2, 3, 5, 6 gennaio 2021: in questi giorni tutti i negozi di abbigliamento saranno chiusi.

Nei giorni non prefestivi e festivi, e cioè 28, 29, 30 dicembre 2020 e 4 gennaio 2021, tutta Italia sarà zona arancione, e quindi i negozi moda al dettaglio riapriranno, fino alle ore 21.

Saldi invernali 2021 in ritardo in molte Regioni

Il problema, lancia l’allarme Federazione Moda Italia-Confcommercio, è che quest’anno i commercianti perdono anche tutte le entrate della vigilia e quelle di fine anno.

Ancor più grave è la perdita dell’inizio dei saldi, che rappresentano un fondamentale momento per dare liquidità alle aziende senza avere utili (qui trovate il calendario con le date ufficiali Regione per Regione).

Anche il piano Cashback del Governo non sembra ancora decollare: “I negozi provano a incrementare le vendite con qualche promozione mirata, ma così non si resiste più” attacca Borghi.

Negozi moda in crisi, perdita di fatturato e posti di lavoro: i numeri

“Il decreto Natale è la botta di fine anno” tuona la Federazione Moda Italia-Confcommercio. Su 115mila punti vendita del fashion, almeno 20mila negozi rischiano di abbassare le serrande.

Secondo le stime, i fatturati delle imprese del settore moda subiranno una flessione importante, con un calo di oltre 20 miliardi di euro di consumi. E anche l’occupazione ne risentirà fortemente, con una perdita stimata di 50mila posti di lavoro su 310mila complessivi.

Il calo a doppia cifra era chiaramente prevedibile, spiega il presidente Renato Borghi. La crisi rallenta i consumi di moda anche in questi giorni che precedono il Natale, con un calo prevedibile rispetto al 2019, anche a causa di una situazione di preoccupazione per le ulteriori misure restrittive del nuovo Decreto di Natale.

Cosa chiedono i commercianti

Ai consumatori i commercianti chiedono scelte d’acquisto sempre più consapevoli e sostenibili, e quindi possibilmente sotto casa, nei negozi di fiducia, di quartiere.

Tendenza in parte in atto, certamente in aumento, per via della chiusura che hanno dovuto subire i centri commerciali nei weekend. Ma ancora troppo poco diffusa.

Al Governo, invece, chiedono un rafforzamento complessivo delle misure previste nei vari decreti Covid, e più nel dettaglio:

  • estensione della cassa integrazione alle imprese anche del commercio con un solo dipendente
  • sospensione e dilazione di tasse e contributi alle imprese senza merito creditizio
  • più contributi a fondo perduto
  • sostegno per i pagamenti dei canoni di locazione
  • agevolazioni anche attraverso sgravi ai proprietari immobiliari e ai produttori che abbiamo concesso sconti alle imprese
  • reintroduzione della cedolare secca sugli affitti di immobili commerciali.

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