Centri commerciali, negozi chiusi in tutta Italia l’11 maggio alle 11: cosa succede e perché

30mila negozi e supermercati in tutta Italia abbassano le serrande per protesta: perché e cosa chiedono al governo Draghi

Saracinesche giù, per riaprire e non chiudere più. 30mila negozi e supermercati abbassano le serrande, solo per alcuni minuti, per accendere i riflettori su una realtà che definiscono discriminante. I 780mila lavoratori degli oltre 1.300 centri commerciali in tutta Italia vivono da oltre un anno in un clima di grande incertezza.

La moria dei negozi: solo a marzo la ripresa

Secondo i dati appena diffusi dall’Istat sul commercio al dettaglio di marzo 2021, si intravedono segnali di deciso recupero a marzo per le vendite del commercio al dettaglio, a confronto con il dato particolarmente depresso dello scorso anno, soprattutto per il comparto non alimentare, che più di tutti ha sofferto per il lockdown.

Nonostante questo, tuttavia, rispetto a marzo 2019 l’indice è ancora inferiore di circa 6 punti. Un inizio di recupero dunque lento e faticoso, seppur visibile, dopo molti mesi di forte crisi, che però, attacca Confesercenti, stride con la fortissima crescita dell’e-commerce, quello dei big non delle piccole realtà commerciali, che fa registrare un 40% tendenziale. Per i negozi piccoli il dato trimestrale è ancora con il segno meno.

L’attenzione di Confesercenti ora è tutta sul PNRR nazionale presentato dal governo Draghi a Bruxelles, che dovrà assolutamente trovare spazio per la rigenerazione urbana e la valorizzazione delle imprese di vicinato, con interventi mirati al ripopolamento delle attività di prossimità dei territori, sottolinea la confederazione dei negozianti.

Negozi nei centri commerciali: perché le serrande giù

Serrande abbassate dunque per pochi minuti martedì 11 maggio alle 11: i punti vendita di tutti i centri commerciali d’Italia manifestano contro le chiusure nei fine settimana con un gesto simbolico.

L’iniziativa è promossa dalle associazioni del commercio, ANCD-Conad, Confcommercio, Confesercenti, Confimprese, CNCC–Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali e Federdistribuzione. Al centro delle rivendicazioni, la richiesta di revoca immediata delle misure restrittive che da oltre sei mesi impongono la chiusura dei negozi nei giorni festivi e pre-festivi.

Il breve flash mob mira a ribadire la sicurezza dei centri, parchi e gallerie commerciali che, sin dall’inizio della pandemia, hanno adottato protocolli rigorosi e reso disponibili sin da subito, volontariamente e gratuitamente, le oltre 160 strutture in tutta Italia per la creazione di hub vaccinali ad hoc per potenziare la campagna vaccinale.

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