Startup, la nuova frontiera è la Cina

Marco Polo Accelerator è il primo acceleratore dedicato alle startup che vogliono attrarre investimenti dalla Cina. Obiettivo 2 milioni di euro entro autunno

Il futuro è l’Oriente, soprattutto Cina e India, e lo sanno bene le aziende che stanno cercando di sfruttare le potenzialità di Marco Polo Accelerator per attrarre nuovi fondi dagli investitori provenienti dall’estremo Oriente. La Cina è diventata oramai un punto di riferimento in moltissimi settori e gli investitori cinesi stanno cercando nuove startup innovative da far crescere. L’obiettivo di Marco Polo Accelerator è proprio quello di mettere in contatto startup italiane con gli investitori cinesi. E per farlo ha stretto una partnership con QWOS, una dei principali intermediari finanziari della Cina. Finora l’acceleratore ha raccolto poco più di 1,5 milioni di euro che hanno permesso di aiutare sei aziende.

I numeri di Marco Polo Accelerator

La nuova “Via della Seta” è un’opportunità unica per le startup che hanno idee innovative ma che non hanno a disposizione i fondi necessari per sviluppare le loro idee. Il percorso di accelerazione di H-Farm ha ricevuto finora circa 200 richieste, e sono state solamente sei le aziende che hanno ottenuto l’approvazione. Ogni startup che entra a far parte di Marco Polo Accelerator ottiene 120.000 euro liquidi ricevuti da massimo 2 investitori cinesi, mentre altri 80.000 euro vengono forniti sotto forma di consulenze, coaching, alloggi, spazi di lavoro e mentorship. Il progetto rientra all’interno del programma Italia Startup Visa voluto fortemente dal Governo per attrarre fondi dall’estero. Infine, le startup che saranno scelte per l’acceleratore potranno partecipare alla Demo Night di Pechino, evento che richiama tutti i principali investitori del mondo.

Chi sono le aziende scelte

Le sei startup che sono state scelte presentano tutte dei prodotti interessanti: Avanix realizza dei sensori per dispositivi pensati per il benessere, Easyrain produce delle soluzioni per combattere il fenomeno dell’acqua planning, mentre Cryptolab ha sviluppato il primo motore di ricerca per i dati crittografati. Pagita e Teeser, invece, sono due aziende che hanno realizzato delle soluzione inerenti il mondo degli acquisti digitali. L’ultima startup è Patamu che ha creato una prova d’autore valida in Europa e nei 172 Paesi che hanno aderito alla Convenzione di Berna.

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