Riforma fiscale: Ruffini rilancia la precompilata per Partite Iva

Il fisco sarebbe così in grado di precompilare le dichiarazioni annuali Irpef delle partite Iva, calcolando mese per mese o trimestralmente quanto deve incassare o restituire.

Se n’era parlato diffusamente nei mesi scorsi, e si torna a parlarne ora nonostante la crisi di governo aperta da Matteo Renzi lasci parecchie incertezze sul futuro dell’esecutivo attualmente in carica. Una riforma organica del sistema fiscale non può prescindere da una semplificazione per gli autonomi e le Partite Iva.

Così è tornata in agenda l’idea di estendere alle piccole e piccolissime attività di impresa, per la maggior parte partite Iva, il sistema di tassazione per cassa consentendo l’immediata deducibilità degli investimenti, invece di diluirla nel tempo con gli ammortamenti. Tale cash flow tax potrebbe essere un buon strumento per far ripartire gli investimenti e quindi la produzione.

La proposta per le partite Iva
In particolare, sul fronte della burocrazia fiscale, il direttore del Fisco Ernesto Maria Ruffini propone di estendere il modello precompilato anche alla maggioranza delle partite Iva: “Il ‘fisco di massa’”, ha detto, “ha bisogno di automatismi, deve essere un fisco automatico, ma controllabile”, ha spiegato. Si parla in particolare “di 4,4 milioni tra persone fisiche e società di persone su 5,7 partite Iva totali”.

L’idea, insomma, è quella di ridurre la giungla delle scadenze fiscali annuali per i liberi professionisti: “Ogni anno”, ha rilevato Ruffini, “assistiamo a un calendario che slitta e si adatta alle esigenze dei cittadini e a quelle dell’erario. Ecco, forse il tema delle scadenze potrebbe essere un buon punto di partenza per il secondo capitolo della riforma fiscale”.

In una recente audizione alla Camera e al Senato, Ruffini è tornato a parlare del cosiddetto “Cash Flow Tax”. Con un sistema del genere, il fisco sarà in grado di precompilare le dichiarazioni annuali Irpef delle partite Iva, calcolando mese per mese o trimestralmente quanto deve incassare o restituire.

In questo modo, si potrebbe anche attivare un prelievo diretto e ricorrente (ovviamente se autorizzato) dal conto corrente del contribuente dell’Irpef dovuta.

Il sistema dei prelievi mensili sostituirebbe quello dei saldi e acconti che creano spesso problemi di liquidità.

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