PMI, tasso di occupazione continua a crescere anche a marzo 2018

IL 2018 conferma la tendenza di crescita per il tasso di occupazione delle piccole e medie imprese italiane. Anche se a onore del vero il mese di marzo ha fatto registrare un incremento dello 0,3%, abbastanza limitato se paragonato con i primi due mesi dell’anno.

La crescita nell’occupazione resta dunque positiva ma risulta essere la più bassa degli ultimi sei mesi. Una frenata abbastanza brusca se consideriamo che tra gennaio e febbraio l’occupazione nelle micro e piccole imprese era cresciuta in media del 3,5%. Il problema principale a marzo è stato il numero crescente di cessazioni dei rapporti lavorativi, aumentate del 18,7% rispetto al periodo precedente. In pratica oltre il 2,5% dei lavoratori totali nelle micro, piccole e media imprese italiane ha perso il posto di lavoro a marzo 2018. Mentre le assunzioni hanno interessato il 2,9% dei lavoratori totali.

La crescita dell’occupazione e la Legge di Stabilità

Numeri da una parte sono incoraggianti, ma dall’altra dimostrano come la Legge di Stabilità 2015, che prevedeva la decontribuzione sulle nuove assunzioni a tempo indeterminato, non ha avuto il successo sperato. Questo perché il 59,6% delle nuove assunzioni nelle PMI è avvenuto attraverso un contratto a tempo determinato. Va comunque dato merito alle Legge di Stabilità di aver portato, dal momento della sua attuazione, un aumento generale delle assunzioni nelle piccole e medie imprese del nostro Paese pari al 10,5%.

I numeri dal 2014 ad oggi

Nonostante l’evidente calo rispetto all’andamento di gennaio e febbraio per l’occupazione nelle PMI e nell’artigianato risulta il momento migliore dal 2014 ad oggi. Solo novembre, giugno e luglio 2017 hanno fatto registrare dei tassi di crescita positivi come quelli evidenziati dai primi tre mesi del 2018. Il report relativo ad aprile 2018 farà capire se il trend di crescita verrà confermato, confermando così un periodo di stabilità, oppure se le assunzioni stanno via via subendo una battuta d’arresto più che temporanea. E in quel caso andranno ricercate le cause principali per trovare gli espedienti giusti per riportare il numero di assunzioni sui livelli positivi di gennaio e febbraio.

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