PMI, problema liquidità. Unica soluzione la finanza alternativa

Stretta del credito e ritardo nei pagamenti, le piccole e medie imprese sono costrette a fare affidamento all’invoice trading e all’equity crowdfunding

Le PMI italiane lanciano un SOS: i soldi stanno finendo. Il grido d’allarme arriva da molte piccole e medie imprese italiane che sono continuamente in lotta con le banche e con le altre aziende che non pagano il lavoro svolto. In molti casi le piccole imprese sono costrette a chiudere o a non pagare lo stipendio ai propri dipendenti a causa della mancanza di liquidità. Il Governo è sceso in campo istituendo il Fondo Serenella, un finanziamento a tassi agevolati in favore delle piccole e medie imprese in crisi a causa dei ritardi nei pagamenti e della aziende inadempienti. Nonostante l’estrema utilità del Fondo Serenella, in realtà si tratta di una toppa momentanea per un problema molto più grave. E che deve essere affrontato al più presto. Le PMI, per cercare di trovare altre fonti di finanziamento, stanno iniziando a sperimentare nuovi strumenti come l’invoice trading, l’equity crowdfunding o il social lending.

I ritardi nei pagamenti

Secondo gli ultimi dati del rapporto Intrum Justitia, in Italia le imprese pagano i propri lavori a 52 giorni, quando la media europea è di 37. Ma il dato peggiora inesorabilmente con la pubblica amministrazione: lo Stato paga le aziende dopo 91 giorni, rispetto a una media europea di 41. Secondo le norme dell’Unione Europea sulla vigilanza prudenziale, un credito dopo i 90 giorni diventa deteriorato e questo porta le imprese a peggiorare la propria situazione finanziaria.

Acceso al credito bancario, questo sconosciuto

La situazione non è migliore per quanto riguarda l’accesso al credito: le banche, da oramai diversi anni, hanno stretto i cordoni della borsa e finanziano sempre più raramente i progetti delle PMI. Secondo gli ultimi dati, solo una piccola e media impresa su tre riesce a ottenere un finanziamento dagli istituti di credito. Tutte le altre sono costrette a rivolgersi ad altri strumenti. Ed è qui che entra in campo la finanza alternativa. Le piccole e medie imprese sono sempre più affascinate da strumenti come l’invoice trading o il social lending che permettono di ricevere immediatamente liquidità in cambio di fatture o di tassi di interessi abbastanza contenuti.

Finanza alternativa come ultima spiaggia

Dopo il successo dei Piani individuali di risparmio, le PMI hanno capito che per accedere al credito non possono fare affidamento sulle banche. E studiano strade alternative. Come ad esempio il factoring, ovvero la vendita di crediti deteriorati ad aziende specializzate nel recupero. Le aziende in questo modo ottengono immediatamente liquidità, anche a costo di perdere qualcosa rispetto all’ammontare del debito. Altro strumento in netta crescita è quello del social lending: piattaforme dove le piccole e medie imprese possono presentare i propri progetti e chiedere ai privati di finanziarli. Le PMI ci guadagnano perché possono continuare a crescere, mentre gli investitori privati ottengono un buon rendimento sul capitale investito. Per molte piccole aziende, la finanza alternativa è l’unica soluzione per continuare a vivere.

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