PMI migliora la capitalizzazione grazie all’ACE

Gli aiuti alla crescita economica varati dal Governo Monti hanno permesso alle PMI di aumentare la patrimonializzazione e di accrescere l’indebitamento

Gli ultimi 10 anni per le PMI italiane non sono stati semplici: crisi economica, la stretta del credito da parte delle banche e difficoltà nel riuscire a trovare le garanzie richieste dagli istituti bancari. Ma la situazione negli ultimi 3-4 anni è andata via via migliorando, grazie soprattutto all’Ace, gli aiuti alla crescita economica varati dal Governo Monti nel 2012 e che hanno permesso alle PMI di ripartire e di scrollarsi di dosso la “ruggine” accumulata con la crisi economica. Dal 2012 al 2015 le PMI hanno un’impennata sotto il profilo della patrimonializzazione, come dimostrano gli ultimi dati rilasciati da K Finance, che ha studiato l’andamento di oltre 31.000 aziende con un fatturato superiore ai 5 milioni di euro.

Un punto da cui ripartire

Nel 2015 la patrimonializzazione delle aziende analizzate da K Finance ha fatto segnare un saldo positivo di 18,5 miliardi, che sommati a quelli dei due anni precedenti, porta il totale a sfiorare i 60 miliardi di euro. Un dato sicuramente positivo e in controtendenza rispetto al passato, ma ancora lontano dai 200 miliardi previsti da Banca d’Italia per raggiungere gli altri Paesi europei. La crescita è stata favorita anche dal nuovo ruolo assunto dalle PMI, che non sono più un peso, ma hanno un ruolo attivo nella crescita della patrimonializzazione.

I settori maggiormente in crescita

Il miglioramento dello stato di salute ha riguardato 23mila aziende (il 73% del totale) e 14 dei 17 settori analizzati. Il settore che ha mostrato i segnali più incoraggianti è stato quello della sanità, mentre le piccole e medie imprese delle telecomunicazioni, del petrolio e dell’automotive hanno perso terreno rispetto al 2014. Altro dato molto interessante riguarda quello dell’indebitamento che nel 2015 è cresciuto di 390 milioni. Sebbene possa sembrare un dato negativo, in realtà non lo è: vuol dire che le banche hanno ricominciato a prestare i soldi dopo un periodo in cui la stretta del credito ha messo in difficoltà le PMI.

Nuovi strumenti a disposizione

L’aumento della patrimonializzazione delle PMI è dovuta anche all’utilizzo di nuovi strumenti per trovare liquidità sul mercato. Finanziamenti provenienti da investitori privati hanno permesso alle aziende di aumentare la disponibilità dei capitali e la performance dei titoli. Per il futuro, con l’arrivo di nuovi strumenti come i Pir (Piani individuali di risparmio) la situazione delle imprese non potrà che migliorare, con la patrimonializzazione che farà segnare nuovi record.

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