PMI, l’occupazione subisce una frenata a settembre

Nell’ultimo anno l’occupazione nelle PMI è aumentata del 3,7%, ma tra agosto e settembre ha subito una flessione dello 0,2%. In aumento i contratti a tempo determinato

Nel report mensile sull’andamento dell’occupazione all’interno delle PMI, la CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa) sottolinea il grande lavoro svolto negli ultimi tre anni per favorire l’assunzione da parte delle aziende. Ma svaniti gli effetti del Jobs Act, le imprese tornano a utilizzare forme contrattuali flessibili che non assicurano garanzie ai lavoratori. Un fatto che deve far riflettere il Governo che il prossimo anno si insedierà a Palazzo Chigi e che dovrà affrontare il problema della disoccupazione giovanile che resta su livelli molto elevati.

I dati del report sul lavoro di settembre

Prima di parlare dei dati della ricerca, è necessario capire su chi è stata effettuata. L’Osservatorio del Mercato del Lavoro della CNA monitora ogni mese l’andamento occupazionale di 25.000 imprese per un totale di 135.000 lavoratori.

Il dato più interessante del report di settembre riguarda l’andamento dell’occupazione negli ultimi 12 mesi. Tra settembre 2016 e settembre 2017 l’occupazione è aumentata del 3,7% dimostrando che le PMI sono le più attive quando si parla di assumere nuove persone. Se invece si prende a riferimento da dicembre 2014, ovvero quando è stato introdotto il Jobs Act, fino ad oggi il livello occupazionale ha fatto registrare un più 9.3%. Peggiori i dati che riguardano il mese di settembre: infatti il numero di persone occupate nelle PMI è diminuito di 0,2%, a causa della fine dei lavori estivi. Per vedere un aumento bisognerà aspettare l’inizio dei lavoretti natalizi.

Aumentano le assunzioni, ma anche le cessazioni

L’ultimo anno si è caratterizzato per un aumento delle assunzioni e delle cessazioni. Se le prime hanno fatto segnare un +31,3%, le secondo hanno mostrato un +30,8%, rendendo praticamente vano il numero di nuovi contratti.

Sul fronte contrattuale è molto interessante vedere quale forma hanno privilegiato le aziende. Il tempo determinato ha fatto registrare un +27,8%, mentre l’apprendistato un +13,6%. Balzo in avanti del lavoro intermittente con un +388% (causato dal basso numero di casi). I contratti a tempo indeterminato, purtroppo, hanno segnato un -3,1%. Segno che è necessario attivare qualche politica per incentivare le aziende ad assumere i giovani con forme contrattuali garantite.

PMI, l’occupazione subisce una frenata a settembre
PMI, l’occupazione subisce una frenata a settembre