PMI, la stretta del credito penalizza la produttività

Per le PMI innovative, quelle che hanno più bisogno nelle fasi iniziali di liquidità, il credit crunch si rivela essere il problema più importante da affrontare

I problemi che le imprese devono affrontare sono tantissimi e cambiano in continuazione, ma ce ne è uno che oramai è diventata una presenza fissa per le PMI: il credit crunch. In italiano non è altro che la stretta del credito, ovvero il rifiuto delle banche a concedere alle aziende prestiti e finanziamenti. Per paura che la piccola e media impresa non riesca a restituire i soldi, gli istituti di credito non concedono più i prestiti e per le aziende diventa impossibile programmare investimenti a lungo termine. E nonostante una ripresa che diventa sempre più solida, grazie soprattutto alla crescita delle PMI, per le piccole aziende è sempre un problema riuscire a ottenere finanziamenti dalle banche. Un fenomeno che non solo può mettere in pericolo la ripresa ma che va a inficiare anche la produttività delle banche.

Produttività a rischio

Secondo i dati forniti da diversi enti tra cui l’Istat, ci sarebbe una correlazione tra il credit crunch e la produttività. Più diminuiscono i finanziamenti dati delle banche, meno le piccole e medie imprese riescono a essere produttive. Il fenomeno è evidente soprattutto nelle piccole e medie imprese innovative, che solitamente necessitano di maggior liquidità nelle fasi iniziali della nascita dell’azienda. Senza fondi è complicato mandare avanti i propri progetti. E un’economia senza PMI innovative mette a rischio la propria solidità. Per questo motivo è necessario intervenire al più presto affinché le banche riprendano a finanziare le piccole e medie imprese.

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