PMI, credito d’imposta per chi si quota in Borsa

Il Ministero per lo Sviluppo Economico all’interno del Piano di Stabilità ha inserito un credito d’imposta fino a 500mila euro per le PMI che decidono di quotarsi in borsa

Siamo imprenditori di una piccola o media impresa in Italia e stiamo pensando di quotare in borsa la nostra azienda? Questo potrebbe essere il momento migliore per farlo. Un nuovo decreto del MISE infatti permetterà alle PMI di avere un credito d’imposta in caso di quotazione in borsa.

Il Ministero per lo Sviluppo Economico, in coordinamento con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha deciso di introdurre un credito d’imposta per le PMI che si quotano in borsa all’interno del Piano di Stabilità del 2018. Per poter usufruire di questi agevolamenti la presentazione dell’istanza deve essere stata presentata a partire dal 1° ottobre dell’anno della quotazione sino al 31 marzo dell’anno successivo. Il nuovo decreto per le piccole e medie imprese che si quotano in borsa prevede dei finanziamenti con un tetto massimale di 500mila euro, oltre a numerose altre attività agevolabili.

Cosa prevede il credito d’imposta per le PMI

Per rientrare nei benefici del credito d’imposta le piccole e medie imprese devono rientrare nella definizione dalla raccomandazione 2003/36/CE. Inoltre, le PMI devono aver iniziato una procedura di ammissione alla quotazione in un mercato regolamentato o in sistemi multilaterali di negoziazione dopo il 1° gennaio 2018 con ammissione entro il 31 dicembre 2020. E oltre che in Italia possono operare entro uno stato membro dell’unione europea o dello spazio economico europeo. Come detto alle imprese che risultassero idonee spettano dei finanziamenti fino a 500mila euro, con il 50% dei costi di consulenza sostenuti fino al 2020. È importante ricordare che il credito d’imposta, come previsto dal decreto, è utilizzabile in compensazione e deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di maturazione del credito. E andrà segnalato anche nelle dichiarazioni dei redditi degli anni a venire fino a quando non se ne esaurisce il beneficio.

Quali attività sono ammesse al finanziamento

In totale sono sette le attività ammissibili al credito d’imposta per le PMI che si quotano in borsa. La prima attività soggetta a finanziamento è quella finalizzata al supporto delle altre imprese, come l’adeguamento del controllo di gestione o l’assistenza nella redazione di un piano industriale. Troviamo poi le attività finalizzate ad attestare l’idoneità della società all’ammissione e alla successiva permanenza sul mercato. Presente come attività finanziabile anche quella necessaria per collocare presso gli investitori le azioni quotate e quelle finalizzate a supportare l’emittente nella revisione delle informazioni finanziarie storiche o prospettiche finalizzate a predisporre un report. Agevolazioni anche nell’assistenza all’emittente nella redazione del documento di ammissione o del prospetto o dei documenti usati per la produzione di ricerche o riguardanti le questioni legali, fiscali e contrattualistiche strettamente inerenti la quotazione. Infine, l’ultima attività finanziata è quella di comunicazione effettuata tramite interviste, comunicati stampa, eventi e presentazioni alla comunità finanziaria.

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