PMI, con gli “Accordi per l’Innovazione” 206 milioni di euro per la ricerca

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha rifinanziato la misura introdotta nel 2015 con altri 206 milioni di euro. Ecco come farne richiesta

Il Ministero dello Sviluppo Economico continua a sostenere gli investimenti delle aziende e questa volta lo fa tramite gli “Accordi per l’Innovazione”, misura voluta dal Governo nel 2015 e che Calenda ha voluto rifinanziare quest’anno. Sulla Gazzetta Ufficiale sono stati pubblicati i termini per richiedere e ottenere i finanziamenti. Gli Accordi per l’Innovazione sono dedicati alle aziende (piccole, medie e grandi) che vogliono investire in ricerca&sviluppo ma non hanno fondi a sufficienza. Le PMI possono presentare i loro progetti, aiutate anche dagli enti di ricerca statali. Per riuscire a ottenere le agevolazioni è necessario che la propria Regione abbia sottoscritto un accordo con il Ministero. La misura avrà in dotazione 206 milioni di euro.

Quali progetti possono essere presentati

La ricerca e sviluppo deve riguardare una delle tecnologie presenti all’interno del programma finanziato dalla Commissione Europea “Orizzonte 2020”. L’obiettivo della misura è incentivare le ricerche che possano davvero cambiare la vita delle persone o perlomeno apportare dei benefici. All’interno di queste tecnologie rientrano i seguenti settori: Tecnologie dell’informazione e della comunicazione; Nanotecnologie; Materiali avanzati; Biotecnologie; Fabbricazione e trasformazione avanzate; Spazio. I progetti presentati dalle piccole e medie imprese e dalla grandi aziende devono prevedere una spesa minima di 5 milioni di euro e massima di 40 milioni di euro. La durata non deve superare i 36 mesi.

Come ottenere i fondi

Per poter inviare il proprio progetto è necessario che la propria Regione o provincia abbia sottoscritto l’Accordo per l’Innovazione con il Ministero dello Sviluppo Economico. Nel caso in cui l’Accordo è stato firmato possono essere realizzati tutti i documenti necessari per la presentazione del progetto. Bisognerà preparare un documento con la denominazione e la dimensione dell’azienda, il piano strategico industriale, il progetto di ricerca&sviluppo spiegato nei minimi particolari e i fondi di cui si ha bisogno. A questo punto la palla passa al ministero che potrà decidere se finanziare o meno il progetto dell’impresa. I tecnici del MiSE dovranno tener conto di molte cose, tra cui la rilevanza dell’iniziativa, l’importanza strategica a livello nazionale, gli effetti sull’occupazione e la capacità di attrarre investimenti esteri.

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