PMI, come funzionano i portali di raccolta di capitali

I portali di raccolta di capitali sono sempre più importante per le PMI che non riescono a ottenere prestiti tramite il sistema bancario

I portali per la raccolta di capitali dedicati alle PMI sono stati regolamentati con una legge del 1998. L’Italia fu una delle prime nazioni in Europa a permettere alle piccole e medie imprese di utilizzare degli strumenti alternativi per trovare fondi da investire nei propri progetti. Il crowdfunding è sicuramente uno dei più interessanti e dei più utilizzati dalle PMI italiane: negli ultimi anni ha mostrato tassi di crescita molto elevati e soprattutto sono arrivati nuovi competitor internazionali che hanno aperto dei portali di raccolta di capitali. Le piattaforme sono regolate con il decreto legislativo del 1998 e obbligano le società a seguire delle regole ben precise.

Cosa sono i portali di raccolta di capitali

I portali di raccolta fondi offrono la possibilità alle piccole e medie imprese di trovare nuovi capitali da investire nelle proprie aziende. Solitamente l’attività di gestione di portali per la raccolta di capitali per le PMI, per gli organismi di investimento collettivo del risparmio e per le società di capitali che investono prevalentemente in PMI è riservata agli istituti di credito o alle banche ma anche a soggetti iscritti a uno speciale albo della Consob (la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa).

Le norme da rispettare per aprire un portale di raccolta di capitali

I soggetti che decidono di iscriversi al registro della Consob hanno l’obbligo di trasmettere le operazioni degli utenti esclusivamente alle banche e agli istituti di credito. Per poter effettuare l’iscrizione è necessario rispettare dei requisiti:

Chi controlla i portali di raccolta di capitali

A vigilare sull’operato dei portali di crowfunding ci pensa la Consob che può richiedere ai gestori la trasmissione di atti, documenti e soprattutto effettuare delle ispezioni. Nel caso in cui non vengano rispettate le norme del decreto legislativo, i portali sono puniti a seconda della gravità della violazione. La sanzione amministrativa va da un minimo di cinquecento euro a un massimo di venticinquemila euro. Inoltre, per le società iscritte al registro, può scattare la sospensione del registro da un minimo di un mese a un massimo di quattro.

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