PIR, per le PMI l’inizio è da favola

I Piani Individuali di Risparmio iniziano a raccogliere i primi frutti: in aumento gli investimenti dei privati in favore delle PMI

Introdotti con la Legge di Bilancio 2017, i PIR, ossia i Piani Individuali di Risparmio, stanno raccogliendo i primi frutti. Lanciati da pochi mesi hanno superato le aspettative sia del Governo sia degli operatori di mercato. Anche se non sono disponibili dati ufficiali, è molto probabile che i 18 miliardi di raccolta preventivati dal Ministero dell’Economia entro il 2021 verranno superati facilmente (alcuni istituti di credito ipotizzano addirittura una cifra superiore ai 60 miliardi). I Pir sono stati lanciati con un duplice motivo: da un lato fornire agli investitori (soprattutto famiglie e persone singole) uno strumento che non viene tassato e dall’altro lato offrire alle piccole e medie imprese soldi da investire per far crescere l’azienda.

Che cosa sono i Pir

I Piani Individuali di Risparmio sono degli strumenti finanziari vantaggiosi non soggetti a tassazione che permettono a soggetti fisici di investire i propri risparmi attraverso l’acquisizione di quote, la sottoscrizione di obbligazioni e azioni delle PMI quotate in borsa. I Piani Individuali di Risparmio si rivolgono principalmente ai piccoli investitori e hanno una durata massima di 5 anni. L’investimento nei cinque anni non può superare i 150.000 euro, mentre ogni anno è possibile finanziare i Pir con una cifra massima di 30.000.

I vantaggi dei Pir

I vantaggi apportati dai Pir sono tanti e si distribuiscono in maniera equa tra per le piccole e medie imprese e gli investitori. I Piani Individuali di Risparmio, infatti, permettono alle PMI di superare la difficoltà di accesso al credito che ancora, nonostante i progressi degli ultimi anni, continua ad essere riservato solo alle grandi aziende, soprattutto a causa della mancanza delle garanzie da parte delle micro, piccole e medie imprese.

Pir: i problemi da affrontare per le PMI

Nonostante i buoni risultati riscontrati nei primi mesi, ci sono alcuni problemi da affrontare per far sì che i Piani Individuali di Risparmio divengano uno strumento veramente utile per le PMI. Finora grossi aumenti di liquidità da parte delle piccole e medie imprese quotate in borsa non ce ne sono stati. Il motivo è abbastanza semplice: le azioni vengono scambiate in continuazione, senza dare la possibilità al titolo di aumentare. I soldi provenienti dai Pir vengono utilizzati per acquistare azioni, che però vengono rivendute immediatamente per realizzare dei piccolissimi guadagni. E alle piccole e medie imprese non rimane nulla. Altro problema da affrontare sono le poche PMI presenti nel listino azionario. Difficoltà che dovranno essere affrontate al più presto per permettere ai Piani Individuali di Risparmio di crescere ancora di più.

PIR, per le PMI l’inizio è da favola
PIR, per le PMI l’inizio è da favola