Piazza Affari, nel 2021 piccolo è bello: spiccano le PMI

Boom di quotazioni per le piccole e medie imprese, che hanno anche registrato ottime performance sui listini di Borsa Italiana

Il 2021 è stato un anno d’oro per i mercati finanziari globali, che si sono ripresi dai forti cali del 2020 causati della pandemia e hanno corso grazie alla grande liquidità immessa nel sistema dalle banche centrali e dalla crescita delle economie di tutto il mondo. Piazza Affari non è stata da meno, chiudendo l’anno con una performance del +23,7% per il FTSE Italia All-Share, ovvero l’indice che rappresenta il listino completo. C’è però chi ha fatto meglio, ovvero le piccole e medie imprese a elevato potenziale di crescita, sia per quanto riguarda i rialzi in borsa che per le nuove realtà sbarcate a Palazzo Mezzanotte. L’espressione “piccolo è bello”, utilizzata per descrivere le performance delle PMI italiane, campionesse di export nonostante la dimensione limitata, si può quindi applicare anche alla borsa.

Le performance

Nell’intero 2021, l’indice FTSE Italia All Share (cioè quello che ricalca le performance del listino completo, escluse le PMI), registra una crescita del 23,7%, mentre l’indice FTSE MIB (il paniere che racchiude di le azioni delle 40 società a maggior capitalizzazione) registra una crescita del 23%. All’interno del mercato azionario il comparto delle PMI, e in particolare il segmento STAR, si è distinto per aver sovraperformato gli indici principali: l’indice FTSE Italia STAR registra una importante crescita da inizio anno del 44,7%. L’indice FTSE Italia Growth mostra una crescita su base annua del 57,4%, l’indice FTSE Italia MID Cap del 30,8%, e l’indice FTSE Italia Small Cap del 50,8% rispetto alla fine dello scorso anno.

Le nuove matricole

Il 2021 ha visto anche un fiume di nuove aziende quotarsi in borsa. Anche su questo fronte a dominare sono state le piccole e medie imprese. Sono infatti state 49 le offerte pubbliche iniziali (IPO) che sono state registrate nel 2021 a Piazza Affari, di cui 5 su Euronext Milan (ex MTA) e 44 su Euronext Growth Milan (ex AIM Italia, ovvero il listino dedicato alle PMI ad alto potenziale di crescita). Le IPO nel 2020 erano state 22 e nel 2019 erano state 41.

Lo sprint di fine anno e la strada da fare

Nei mesi di novembre e dicembre c’è stata una vera e propria corsa alla quotazione, con 19 società sbarcate su Euronext Growth Milan e 2 sul mercato principale. Su questa ondata di IPO ha avuto un ruolo l’incertezza sulla proroga del Credito di Imposta sui costi di quotazione (CDI) o la sua potenziale riduzione. Si tratta di un risparmio per le spese di consulenza relative alla quotazione delle piccole e medie imprese (PMI). Nonostante sia stato un anno brillante per le quotazioni a Palazzo Mezzanotte, Borsa Italiana resta indietro rispetto all’altra piazza principale del gruppo Euronext. Alla borsa di Parigi sono infatti arrivate nel 2021 ben 14 società su Euronext (il listino principale e con le imprese a più grande capitalizzazione), 37 su Euronext Growth (il segmento per le PMI in crescita) e 21 su Euronext Access (dedicato a startup e PMI, ma con minori barriere all’ingresso).

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