Per le PMI la ripresa economica è frenata dalla giustizia

Secondo una ricerca portata avanti dall’Istituto Tagliacarne, per il 75% delle PMI la malagiustizia è un freno alla ripresa economica

Le piccole e medie imprese sono insoddisfatte della giustizia italiana. A dirlo è l’ultimo report dell’Istituto Tagliacarne che ha intervistato 1000 imprenditori e ha presentato la ricerca durante la VII Edizione del forum “Focus PMI” organizzato da Lexjus Sinacta. A preoccupare le piccole aziende non sarebbe la stretta del credito o la mancanza di fondi da investire in progetti innovativi, ma i ritardi accumulati dalla giustizia. Per portare a termine un processo civile sono necessari oltre 700 giorni, una quantità di tempo superiore a qualsiasi altra nazione europea. E uno dei motivi del ritardo della giustizia è da imputare alla mancanza di cancellieri.

I numeri della ricerca dell’Istituto Tagliacarne

Lo studio portato avanti dall’Istituto Tagliacarne presenta dei numeri molto interessanti: il 75% delle piccole e medie imprese italiane non è soddisfatta della giustizia e 8 aziende su 10 si lamentano per i tempi biblici dei processi. Per arrivare al primo grado di giudizio sono necessari 564 giorni (contro una media Ocse di 240 giorni), mentre per portare a termine il processo bisogna aspettare più di due anni (788 giorni). Un tempo che metterebbe in difficoltà qualsiasi azienda e che nel caso delle PMI può diventare deleterio. Infine, per il 25% delle aziende, la malagiustizia è la causa principale della disoccupazione.

Corruzione un problema da risolvere

I tempi biblici dei processi non è l’unico problema da risolvere: secondo le PMI anche la corruzione mina la solidità delle aziende e della ripresa economica. Sono troppi gli esempi di corruttela che mostrano l’inefficienza di un sistema che non è capace di sviluppare gli anticorpi. I problemi italiani si riversano anche in campo internazionale, con le piccole e medie imprese che non riescono a confrontarsi con le altre aziende a causa della mancanza di liquidità. La malagiustizia e la corruzione non permettono alle PMI di essere competitive e producono maggiori danni dei prodotti low-cost provenienti dall’estremo Oriente.

Italiani litigiosi

Oltre ai problemi della giustizia, però, c’è da sottolineare anche un carattere piuttosto litigioso degli italiani, che preferiscono andare per via legali, piuttosto che trovare un compromesso da “persone mature”. Lo studio dimostra che le piccole e medie imprese non conoscono gli strumenti per risolvere le questioni in via stragiudiziale senza ricorrere al processo: 6 aziende su 10 non sanno cosa è l’arbitrato mentre solo il 14% di aziende lo ha utilizzato.

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