PEC: cosa è? Cosa attesta? E quando ha valore legale?

La posta elettronica certificata (PEC) è il sistema che consente di inviare e-mail con valore legale equiparato ad una raccomandata con la ricevuta di ritorno

Fisco 7 Negli ultimi anni, l’utilizzo della PEC si sta diffondendo sempre più, dal momento che permette di sostituire la raccomandata ed il fax nei rapporti ufficiali. Ma cosa è la PEC? E come funziona? Quali caratteristiche presenta un messaggio di posta elettronica certificata? In questo breve articolo cerchiamo di scoprire qualcosa in più.

La posta elettronica certificata (PEC) è il sistema che consente di inviare e-mail con valore legale equiparato ad una raccomandata con la ricevuta di ritorno. Rispetto ad una normale casella di posta elettronica, la PEC presenta delle caratteristiche aggiuntive che danno agli utenti che la utilizzano la certezza a valore legale dell’invio e della consegna delle email al destinatario.

Le caratteristiche di sicurezza e di certificazione della trasmissione della posta elettronica certificata sono state definite nel D.P.R. 11 febbraio 2005 n.68 e nei collegati documenti tecnici (regole tecniche per la formazione, la trasmissione e la validazione, anche temporale della PEC e la circolare CNIPA del 24 novembre 2005 n. 49)


Questi due documenti definiscono gli aspetti generali del servizio e i dettagli tecnici che la PEC deve rispettare. Le regole servono a garantire la validità del servizio complessivo e l’interoperabilità tra i diversi gestori di posta elettronica certificata.

La PEC ha valore legale?

Ebbene sì! La posta elettronica certificata ha lo stesso valore legale della raccomandata con la ricevuta di ritorno con attestazione del giorno e dell’orario esatto di spedizione. Con il sistema di posta elettronica certificata è garantita la certezza del contenuto e in caso di contenzioso, garantisce, l’opponibilità a terzi del messaggio.

Ma perché è “certificata”?

Il termine posta elettronica “certificata” si riferisce al fatto che il gestore del servizio PEC rilascia al mittente una ricevuta che costituisce la prova legale dell’avvenuta spedizione del messaggio ed eventuali allegati. E allo stesso modo, il gestore del destinatario invia al mittente la ricevuta di avvenuta consegna.

Quindi, la cosa positiva è che i gestori della PEC certificano e attestano che il messaggio di posta elettronica è stato spedito, consegnato e non è stato in alcun modo alterato.

In ogni messaggio di posta elettronica certificata inviato è apposto anche un riferimento temporale che certifica la data e l’ora di ognuna delle operazioni descritte. In caso di errore in una qualsiasi delle varie fasi del processo, i gestori inviano ovviamente un avviso per segnalare l’anomalia in modo tale che non ci siano mai dubbi sullo stato della spedizione del messaggio.

La traccia informatica delle operazioni svolte resta conservata dal gestore del servizio PEC per un periodo di 30 mesi, in modo tale da consentirne la riproduzione con lo stesso identico valore giuridico del messaggio originale.

Quando si può usare la PEC?

La PEC si può usare per l’inoltro di comunicazioni che attestino l’invio ma non richiedano la certificazione della consegna, come ad esempio l’invio di ordini, l’invio di contratti e fatture, l’inoltro di circolari e direttive, le convocazioni di consigli, assemblee e giunte, la gestione delle comunicazioni ufficiali all’interno di organizzazioni (ordini professionali, associazioni di categoria) o reti (network, franchising, agenti).

Ci sono poi casi in cui la PEC è divenuta obbligatoria per espressa disposizione di legge per la notifica di atti e documenti aventi valore legale o atti tra amministrazione finanziaria e cittadini/contribuenti. Ma di questo parleremo in uno dei prossimi articoli.

Antonino Salvaggio – Centro Studi CGN

Leggi anche:
Fisco: accertamenti via PEC da luglio
Cartelle Equitalia via PEC, se manca la firma digitale sono nulle

PEC: cosa è? Cosa attesta? E quando ha valore legale?