Occupazione PMI, dati confortanti a gennaio 2017

Con una crescita dello 0,9% rispetto a dicembre 2016 e del 2,3% rispetto a gennaio 2016, i dati sull’occupazione delle PMI continuano a far ben sperare

Una situazione, forse, più rosea di quanto si poteva prevedere. Cresce anche a gennaio 2017, infatti, il numero di occupati nelle piccole e medie imprese italiane. A rivelarlo è il l’Osservatorio Lavoro della CNA, la Confederazione che raggruppa gran parte degli artigiani e delle PMI del nostro Paese. Analizzando i dati, frutto di uno studio su un campione di 20.500 imprese artigiane, micro e piccole con 125mila dipendenti complessivi, si scopre che gli occupati nelle PMI sono cresciuti 0,9% rispetto a dicembre 2016 e del 2,3% rispetto a gennaio 2016.

Aumentano gli assunti, ma non si tratta di contratti a tempo indeterminato

La crescita degli occupati è frutto, in larghissima parte, del boom di assunzioni che si è registrato nel mese di gennaio 2017. Spulciando i dati dell’Osservatorio del mercato del lavoro, infatti, si scopre che il numero di nuovi addetti nelle PMI è cresciuto dell’8,2% rispetto a dicembre 2016: un notevole balzo in avanti, se si considera il fatto che anche a dicembre i dati su questo fronte erano stati più che positivi. I nuovi contratti, si legge ancora nel rapporto, sono per lo più a tempo determinato: le assunzioni a tempo indeterminato calano di oltre 10 punti percentuali (-11,7%, a essere precisi), a favore delle altre tipologie di assunzione.

Cambia la “distribuzione” dei contratti di lavoro nelle PMI e imprese artigiane

Un dato, quello relativo ai contratti a tempo indeterminato, che può essere considerato ormai come “strutturale” del settore. Come rilevano gli esperti dell’Osservatorio lavoro CNA, le nuove norme relative al mercato del lavoro, infatti, hanno finito con l’influenzare pesantemente la “distribuzione” delle tipologie contrattuali nelle micro, piccole e medie imprese. Tra gennaio 2015 e gennaio 2017 i contratti a tempo indeterminato sono calati dall’85,6 al 75,4% mentre crescono gli occupati a tempo determinato (passano dal 6,2% al 15,2%) e gli apprendisti (al 7,7% dal 5,9%). Con una significativa tendenza: tra le donne il tempo indeterminato è più diffuso (77,5%) che tra gli uomini (74,2%).

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