L’Europa punta sulle PMI per diminuire la disoccupazione giovanile

Secondo il presidente del Parlamento Europeo se ogni PMI europea assumesse un under 30 la disoccupazione giovanile non sarebbe un problema

La ricetta magica per abbattere la disoccupazione giovanile arriva direttamente dall’Unione Europea, più precisamente da Antonio Tajani, da poco eletto presidente del Parlamento Europeo: se ogni piccola e media impresa europea assumesse un ragazzo, il tasso diminuirebbe fino a raggiungere valori infinitesimali. Una proposta, quella del politico italiano, figlia della difficile situazione che stanno vivendo i  giovani europei negli ultimi anni. Nelle nazioni del Sud Europa, il tasso di disoccupazione giovanile supera anche il 40% e nonostante le politiche dei vari governi, non sembra voler diminuire.

Meno posti nel pubblico impiego

Tajani motiva la sua proposta con i tagli che le nazioni europee stanno facendo al settore pubblico. A causa della spending review e della digitalizzazione della pubblica amministrazione saranno sempre meno i posti “assicurati” dal pubblico impiego e i ragazzi saranno obbligati a trovare un posto di lavoro presso le aziende private. E la maggior parte delle società europee sono piccole e medie imprese che si rivelano fondamentali per assorbire la disoccupazione giovanile.

Sostegno all’economia reale

Affinché le PMI tornino ad assumere, Tajani propone un sostegno all’economia reale, attraverso lo strumento dei finanziamenti europei, non sempre utilizzati fino in fondo dai Paesi dell’UE. Solo negli ultimi anni il trend si è invertito, con le Regioni, soprattutto in Italia, sempre più attive a mettere a disposizione delle aziende i finanziamenti provenienti dall’Unione Europea. Senza una seria politica di sostegno alle piccole e medie imprese, la disoccupazione giovanile continuerà a essere un problema irrisolvibile per la maggior parte delle Nazioni europee.

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