Le PMI non hanno difese contro la corruzione

Da una ricerca portata avanti da Confindustria solo il 36% delle piccole e medie imprese sono attrezzate contro il pericolo corruzione

La corruzione è uno dei mali dell’Italia e, nonostante le norme introdotte nell’ordinamento giuridico, sono decine i casi che vengono scoperti ogni anno. Le notizie sono sempre le stesse: un’azienda corrompe un funzionario pubblico o un politico per ricevere in cambio un appalto o dei favori. Per arginare il problema lo Stato ha cercato di irrigidire le norme e ha introdotto, nel 2001, attraverso un decreto legislativo, la responsabilità amministrativa per le imprese. La responsabilità può essere evitata se l’azienda adotta un modello formato da organismi di vigilanza, sistemi disciplinari e codici etici. Purtroppo le piccole e medie imprese che mettono in atto questo modello sono circa il 33%, un dato che a 15 anni di distanza dall’introduzione delle norme fa scattare un campanello d’allarme.

La ricerca condotta da Confindustria

I dati arrivano direttamente dalla ricerca portata avanti da Confindustria insieme a Tim e che ha cercato di fotografare il rapporto tra imprese e corruzione. Il report ha analizzato 45 imprese, la maggior parte PMI, di otto Regioni italiane. Come detto, solo una piccola media impresa su tre ha rispettato le norme del decreto legislativo e presenta al proprio interno un organo di vigilanza per la corruzione. Tutte le altre PMI o non sono a conoscenza della norma o non hanno fondi a sufficienza per appiccarla. L’obiettivo di Confindustria e di Tim è di arrivare a redigere un vademecum che permetta alle PMI di difendersi dalla corruzione applicando le norme dell’ordinamento italiano. La base di partenza è il tool kit presentato durante il B20 del 2015 di Antalya.

Gli altri dati della ricerca

La ricerca, però, mette in evidenza anche altre cose molto interessanti. Ben l’87% delle aziende conosce la normativa e il 40% ha attivato dei corsi di formazione per i propri dipendenti sul tema della corruzione. Allo stesso tempo, il75% non ha contromisure contro gli illeciti e in molti danno la colpa al fatto che le norme sono troppo complicate. Per questo motivo, il Ministro della Giustizia Andrea Orlando ha creato una commissione che analizzi la situazione e porti a una semplificazione delle norme.

Whistleblowing

Una pratica sempre più diffusa nelle aziende è il whistleblowing, ovvero la denuncia da parte degli stessi dipendenti quado notano degli atteggiamenti non corretti da parte dei colleghi. Alcune piccole e medie imprese hanno creato delle caselle postali ad hoc, anche se non tutte garantiscono l’anonimato.

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