Le best practice delle aziende vincitrici del Welfare Index PMI 2017

Il welfare aziendale è diventato sempre più importante all’interno delle aziende italiane, lo dimostrano i risultati del Welfare Index PMI 2017

Il welfare aziendale non è solamente una cosa da grandi aziende o da multinazionali. Anche le piccole e medie imprese italiane si sono messe all’opera per offrire ai propri dipendenti dei servizi che migliorino la vita sul posto di lavoro. Le agevolazioni sono le più diverse: si va dalla polizza assicurativa, all’asilo nido aziendale fino a una maggiore flessibilità sull’orario di lavoro. In molti casi si tratta di vere e proprie banalità, ma che migliorano la vita dei dipendenti, rendendoli non solo più felici ma anche più produttivi. E Generali per il secondo anno consecutivo ha realizzato il Welfare Index PMI, un report che analizza il welfare aziendale all’interno delle piccole e medie imprese.

Welfare Index PMI 2017

La ricerca portata avanti da Generali ha avuto un ottimo successo sotto il profilo dei numeri: infatti sono state oltre 3400 le piccole e medie imprese che hanno deciso di partecipare al Welfare Index PMI 2017 (il 60% in più rispetto alla prima edizione del 2016). Ogni azienda è stata valutata a seconda dei servizi offerti ai propri dipendenti: alle PMI è stato assegnato un punteggio che andava da un minimo di “1 W” a un massimo di “5W”. In totale sono state 22 le piccole e medie imprese italiane che hanno raggiunto il punteggio massimo, ognuna offrendo ai propri dipendenti un welfare aziendale differente.

Le best practice delle PMI

Analizzando le 22 aziende vincitrici del Welfare Index PMI 2017 è possibile stabilire delle best practice che possono essere utilizzare dalle altre piccole e medie imprese per migliorare il loro welfare aziendale. Ad esempio, la Acli Servizi Trentino ha permesso ai propri dipendenti di fare squadra nonostante vivessero ognuno a decine di chilometri di distanza. Il segreto è stato organizzare degli eventi o delle cene che hanno permesso ai dipendenti di fare team building. In Calabria, invece, l’azienda agricola Agrimad ha aiutato i parenti dei propri dipendenti a non emigrare per cercare lavoro. Inoltre, ai figli dei dipendenti sono stati pagati dei corsi di formazione.

Previdenza integrativa e case al mare

Ben quattro aziende su dieci hanno puntato sulla previdenza integrativa: invece di offrire dei vantaggi sul presente, alcune piccole e medie imprese hanno deciso di pagare ai dipendenti una pensione integrativa, in modo che l’assegno sia più elevata. Altre società hanno puntato sulle case al mare gratuite per i lavoratori o sulle trasferte culturali, mentre il Gruppo C.I.A di Brescia ha acquistato i libri per la scuola.

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