La micro impresa resta il cuore dell’economia italiana

Una ricerca dell’Istata evidenzia che le micro imprese sono il cuore pulsante dell’economia italiana. Dopo la crisi, la competitività torna a salire

Le micro, piccole e medie imprese continuano a essere la spina dorsale dell’economia italiana. A evidenziarlo è l’Istat che ha pubblicato la ricerca “Noi Italia” che ha analizzato l’andamento delle aziende italiane negli ultimi anni. Il rapporto ha preso come riferimento il 2014, anno in cui l’Italia ancora soffriva per le conseguenze della crisi economica. Nonostante il numero di imprese sia diminuito, non è cambiata la dimensione: mediamente sono composte da quattro dipendenti.

I dati del report Noi Italia

In Italia mediamente è presente un’azienda ogni 61 abitanti, un rapporto che è aumentato con l’inizio della crisi. Sono molti gli italiani che hanno chiuso la propria attività personale e sono stati costretti a cercare lavoro o a cambiare settore. A farla da padrone sono le micro e le piccole imprese: come detto le aziende sono formate mediamente da 4 dipendenti. Il numero di micro imprese è ancora maggiore nel settore dei servizi, che negli ultimi anni ha conosciuto la crescita più elevata.

Il tasso di imprenditorialità

Nonostante la crisi economica, l’Italia mostra uno dei tassi di imprenditorialità (il rapporto tra numero di lavoratori indipendenti e totale dei lavoratori delle imprese) più alti dell’Unione Europea. Mentre il tasso italiano è del 29,7%, quello delle altre grandi economie europee (Francia e Germania) non supera il 10%. Inoltre, la propensione all’imprenditorialità è più elevata al Sud Italia rispetto al Nord Italia.

Aziende competitive

Il rapporto “Noi Italia” mostra anche un’inversione di tendenza per quanto riguarda la competitività. Ogni 100 euro speso per il costo del lavoro unitario, l’azienda produce un ricavo di 125 euro, numeri in salita rispetto agli anni precedenti. Le piccole e medie imprese del Nord Italia sono più competitive rispetto a quelle del Mezzogiorno. Confrontando con i dati europee, la competitività delle aziende italiane esce con le ossa rotte: peggio di noi solo Francia e Grecia.

La micro impresa resta il cuore dell’economia italiana