Imprenditori: si lavora più per pagare le tasse che per i consumi personali

Gli imprenditori registrano uscite economiche più per pagare le tasse che per i propri consumi personali: il dato arriva dalle Marche ed è preoccupante

Troppe tasse, pochi consumi: gli imprenditori passano più tempo a pagare contributi che a spendere i propri guadagni per gli acquisti personali. Il dato è allarmante e arriva direttamente dalle Marche, da uno studio condotto sulla tassazione delle piccole e medie imprese. Dopo poche settimane dal giorno della “Liberazione fiscale“, il 3 giugno 2017, gli imprenditori marchigiani vedono spostarsi in avanti la data in cui potranno smettere di pagare le tasse e guadagnare per la propria impresa.

Solo venti giorni fa, poco dopo il giorno di un altro importante evento, ovvero la Festa della Repubblica Italiana, il popolo dello Stivale aveva celebrato un altro grande traguardo per il 2017, in anticipo di qualche giorno rispetto al 2016. Il 3 giugno, i lavoratori hanno portato a termine, festivi inclusi, i 153 giorni di lavoro necessari per assolvere ai propri doveri fiscali. Arriva, però, una notizia diversa per chi fa piccola e media impresa: il dato è della CNA di Macerata e non è molto positivo, anzi, tutt’altro. Secondo il Rapporto 2017 dell’Osservatorio permanente della Confederazione nazionale dell’Artigianato e della PMI, gli imprenditori maceratesi devono lavorare per 224 giorni all’anno per potersi mettere in pari con il Fisco. Soltanto nei restanti 141 giorni, invece, possono dedicarsi ai propri consumi o, vista la mole di tasse da pagare, con maggiore probabilità non consumeranno affatto, mettendo da parte i guadagni piuttosto risicati. Il reddito medio disponibile calcolato da questa statistica ammonta a poco più di 19mila euro all’anno, 126 in meno del 2016 e quasi 1000 rispetto al 2011. Le tasse da pagare? Ammontano al 61,5%, non una percentuale da poco per chi possiede un’attività.

Se per gli altri dipendenti italiani la data convenzionale per il Tax Free Day era il 3 giugno, per i piccoli e medi imprenditori il traguardo sarà tagliato soltanto l’11 agosto 2017. Secondo le stime dell’anno precedente, non c’è nulla di invariato per le aziende marchigiane: la crescita non c’è stata, anzi, è necessario calcolare l’aggravante del sisma, che purtroppo, aggiunge anche una maggiore difficoltà economica alla tragedia stessa.

I modi per sollevare la PMI? Secondo la CNA sono molti e perfettamente applicabili al nostro Paese: prima di tutto, sarebbe necessario decomprimere la pressione fiscale sul reddito delle imprese e strumentalizzare il pagamento dell’Imu rendendolo deducibile. Inoltre, sarebbe opportuno facilitare il passaggio generazionale, rivedere i valori catastali degli immobili e alcune tassazioni, come lo split payment e le ritenute dell’8% sui bonifici per spese che si possono detrarre fiscalmente.

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