Formazione 4.0, parte la fase due del Piano Industria 4.0

Nella Legge di Bilancio 2018 è previsto un credito d’imposta del 50% fino a un milione di euro sulle spese in formazione 4.0 realizzate dalle aziende

Il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda ha annunciato nei giorni scorsi la fase due del Piano nazionale Industria 4.0 e in molti si aspettavano che nella Legge di Bilancio 2018 ci fosse la conferma degli incentivi che hanno permesso negli ultimi dodici mesi a molte piccole e medie imprese di investire in innovazione. E infatti così è stato: il superammortamento e l’iperammortamento sono presenti all’interno della Legge di Bilancio 2018 approvata dal Consiglio dei Ministri. Ma nella fase due del Piano nazionale Industria 4.0 (che Calenda ha rinominato Impresa 4.0), una parte fondamentale riguarda la formazione dei dipendenti di un’impresa. Uno dei punti deboli delle PMI italiane è proprio la scarsa preparazione dei propri lavoratori sui temi della quarta rivoluzione digitale. Per questo motivo, nella Legge di Bilancio 2018 dovevano essere previsti dei fondi ad hoc. Alcune fonti giornalistiche avevano messo in dubbio la presenza di un sostegno economico alla formazione 4.0, a causa dei costi troppi alti della misura. Invece non sarà così e all’interno della Legge di Bilancio 2018 che approderà alle Camere nei prossimi giorni ci sarà anche la formazione 4.0.

Cosa prevede il fondo per la formazione 4.0 e come potrà aiutare le PMI

Ancora non è possibile quantificare quanto varrà la misura sulla formazione 4.0, ma è sicuro che il Ministero dello Sviluppo Economico e il MEF puntano tantissimo sull’Industria 4.0. L’agevolazione riguarda un credito d’imposta del 50% fino a un milione di euro per tutte le spese in formazione effettuate dalle aziende tra il 31 dicembre 2017 e il 31 dicembre 2020. Non tutti i corsi di formazione rientrano all’interno della misura presente nella Legge di Bilancio 2018, ma solamente quelli che riguardano i temi strategici del Piano Nazionale Impresa 4.0: big data e analisi dei dati, cloud e fog computing, cyber security, sistemi cyber-fisici, prototipazione rapida, sistemi di visualizzazione e realtà aumentata, robotica avanzata e collaborativa, interfaccia uomo macchina, manifattura additiva, internet delle cose e delle macchine e integrazione digitale dei processi aziendali.

Il credito d’imposta sulle spese in formazione può essere una manna dal cielo per tutte le piccole e medie imprese che vogliono abbracciare la quarta rivoluzione digitale ma che non hanno i fondi necessari per far seguire corsi di formazione ai propri dipendenti. La sfida nei prossimi anni per le aziende italiane si giocherà tutta sul digitale e sarà importante non perdere questa sfida: investire in formazione è il primo passo da fare.

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