Emilia Romagna, 30 milioni di euro da investire nello sviluppo delle PMI

La Giunta Regionale ha deliberato la creazione di un fondo per le PMI e per le aziende localizzate in zone montane o disagiate. I finanziamenti permetteranno investimenti fino a 120 milioni di euro

Aiutare l’accesso al credito delle aziende per finanziare investimenti produttivi. Questo l’obiettivo del bando approvato dalla Giunta Regionale dell’Emilia-Romagna in favore delle PMI del territorio e delle aziende localizzate in zone di montagna o disagiate. La Regione ha messo a disposizione delle piccole e medie imprese un totale di circa 30 milioni di euro, di cui 22,5 milioni provenienti dai fondi Por Fesr (fondi europei dedicati allo sviluppo delle regioni) e 1,5 milioni di euro provenienti dal bilancio regionale e dedicati esclusivamente alle zone montane. I restanti 6 milioni di euro verranno dirottati al Fondo di controgaranzia EuReCa che la Regione Emilia Romagna ha creato insieme alla Cassa Depositi e prestiti e che potrà essere aumentato fino a 15 milioni di euro. Secondo i calcoli della Regione, i 30 milioni di euro potranno attivare investimenti da parte delle PMI per 120 milioni di euro grazie all’interno del sistema bancario e la garanzia diretta dei Confidi e la controgaranzia del fondo EuReCa.

Cosa prevede il bando della Regione Emilia-Romagna

Il finanziamento varato dal Giunta regionale prevede dei contributi a fondo perduto che coprono il 20% della spesa ammissibile per un minimo di 40mila euro e un massimo di 500mila euro. Per ottenere i fondi sarà necessario garantire investimenti a medio/lungo termine erogati da un ente creditizio con l’aiuto della garanzia da parte dei Confidi e l’intervento del fondo di controgaranzia EuReCa. La copertura potrà essere aumentata di un ulteriore 5% se il progetto presentato dalla PMI preveda un incremento occupazionale; se la domanda sia stata avanzata da un’azienda creata da giovani oppure da donne; se l’impresa ha ottenuto il rating per la legalità. Le PMI possono ricevere un ulteriore 10% (portando il contributo al 35% della spesa ammissibile) se sono localizzate in aree montane o nelle zone svantaggiate del piacentino (Monticelli d’Ongina e Caorso) e del ferrarese (Ostellato, Comacchio e Masi Torello). Il contributo che riceverà ogni azienda non potrà superare i 150.000 euro.

Spese ammissibili

Affinché il progetto venga accettato dalla Regione, è necessario che gli investimenti siano ad alto contenuto tecnologico e permettano all’azienda di ridurre i tempi per soddisfare le richieste dei clienti. Tra le spese ammissibili troviamo l’acquisto di impianti e macchinari tecnologicamente avanzati (Industria 4.0); l’acquisto di brevetti, marchi, licenze o know how; acquisto di hardware e software; spese per opere murarie per l’installazione dei nuovi macchinari; l’acquisto dei servizi di consulenza.

Quando è possibile presentare la domanda

Ci saranno due finestre temporali nel quale presentare le doamnde. La prima va dal 9 maggio 2018 al 26 giugno 2018 e si dovrà garantire di riuscire a portare a termine l’80% del progetto presentato entro il 31 dicembre 2018. La seconda finestra va dal 4 settembre 2018 al 28 febbraio 2019 ed è dedicata a tutti gli interventi da fare nel 2019. Tutte le domande devono essere presentate sul sistema Sfinge 2020.

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