Diagnosi energetiche, dal MiSE 15 milioni di euro per le PMI

Entro il 30 novembre le Regioni e le Province autonome sono chiamate a presentare i programmi di sostegno al bando Diagnosi energetiche

Per diminuire la produzione di sostanze nocive è necessario che le aziende investano nell’efficientamento energetico. Questo semplice assunto è la base di una politica energetica nazionale seria e atta a contrastare le emissioni di sostanze pericolose per l’ambiente. In questa direzione, per il terzo anno consecutivo il Ministero dello Sviluppo Economico ha varato un bando per la Diagnosi energetica che incentivi le piccole e medie imprese a investire nelle fonti energetiche alternative. Per l’edizione 2017 il MiSE ha messo a disposizione delle Regioni e delle Province autonome 15 milioni di euro: toccherà ora agli enti locale preparare i progetti per attivare l’agevolazione. Il finanziamento, infatti, prevede un co-finanziamento al 50% tra il Ministero e la Regione-Provincia autonoma (per ogni euro messo a disposizione dal MiSE, la Regione-Provincia dovrà fare lo stesso). Regioni e Province autonome hanno tempo fino al 30 novembre per presentare i loro progetti.

Chi può beneficiare del bando

Il bando è rivolto a tutte le piccole e medie imprese che sono iscritte da almeno due anni sul Registro delle Imprese; che non sono in una fase di liquidazione; che sono in regola con le normative edilizie; che non hanno visto revocarsi nei tre anni precedenti dei finanziamenti dal Ministro dello Sviluppo Economico. L’invio della domanda da parte della piccola e media impresa è vincolata alla presentazione da parte della Regione (o Provincia autonoma) del progetto per partecipare al bando Diagnosi energetiche.

Come saranno ripartiti i fondi

Per la suddivisione dei fondi, il Ministero dello Sviluppo Economico ha già preparato una tabella che li divide in maniera proporzionale al numero di PMI presenti a livello regionale. La fetta più grande dei fondi è destinato alla Lombardia (18%), seguita da Lazio e Veneto (9%). A seguire l’Emilia-Romagna, la Campania e il Piemonte. A chiudere la “classifica” il Molise, la Basilicata e la Valle d’Aosta con l’1% dei fondi assegnati. Per il Trentino Alto Adige (2%) le risorse sono equamente divise tra le Province autonome di Bolzano e Trento.

Gli obblighi da rispettare per le PMI

Le aziende beneficiarie dei finanziamenti dovranno inviare alla Regione o alla Provincia autonoma, entro 30 giorni dal completamento dei lavori previsti dalla diagnosi energetica, i documenti che attestano gli interventi effettuati e i costi sostenuti. In caso contrario il finanziamento ottenuto sarà ritirato. Le spese per la diagnosi energetica sarà coperta solamente per il 35% fino a un massimo di 8.000 euro.

Diagnosi energetiche, dal MiSE 15 milioni di euro per le PMI
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