Conte assediato da Confindustria: le richieste delle imprese in una lettera

Dopo il nuovo discorso del premier Conte, in attesa del nuovo decreto che fornirà nuove e più stringenti restrizioni, arriva la replica di Confindustria

Dopo il nuovo discorso in diretta alla nazione del premier Conte, in attesa del nuovo decreto che fornirà nuove e più stringenti restrizioni in campo economico e produttivo, arriva la replica di Confindustria, che esprime forte preoccupazione e avanza richieste specifiche.

Le richieste di Confindustria

“Contemperare la ‘stretta’ decisa ieri con alcune esigenze prioritarie del mondo produttivo” attacca il presidente, Vincenzo Boccia, in una lettera inviata oggi al premier Giuseppe Conte, indicando le esigenze del mondo imprenditoriale di cui il Governo dovrebbe tenere conto. A cominciare da una disposizione che sia “di carattere generale, che consenta la prosecuzione di attività non espressamente incluse nella lista e che siano, però, funzionali alla continuità di quelle ritenute essenziali”.

Non solo. C’è anche un problema di denaro. “Sarà determinante sciogliere immediatamente il nodo del credito e più in generale della liquidità” per evitare che “questa situazione produca conseguenze irreversibili per le imprese e che gli imprenditori perdano la speranza nella futura prosecuzione delle attività”.

Boccia spiega che “già oggi percepiamo la gravità dell’impatto sulla liquidità che le imprese tutte – piccole, medie e grandi – stanno già subendo per le misure annunciate”. Confindustria sottolinea come occorra anche preservare l’operatività delle imprese che fanno parte delle filiere internazionali, e valutare i necessari provvedimenti relativi all’operatività della Borsa e del mercato finanziario per evitare impatti negativi sulle società quotate.

Il grido d’allarme di Confindustria Toscana

Un monito forte arriva anche da Confindustria Toscana, che lancia un grido d’allarme. “Consapevole della gravità della situazione e con grande senso di responsabilità verso il Paese e verso la sicurezza dei propri collaboratori”, gli industriali toscani chiedono “chiarezza” sulle disposizioni annunciate ieri sera dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, vista anche la “preoccupante insufficienza delle informazioni a distanza di molte ore dall’annuncio del decreto”.

Le imprese toscane chiedono, anzitutto, tempi tecnici adeguati per chiudere o terminare le lavorazioni in corso, rinviando l’entrata in vigore del decreto di almeno 72 ore. Chiedono, inoltre, “assoluta chiarezza” sulle aziende che, pure se non espressamente inserite nella lista dei codici Ateco anticipata dai giornali, possano proseguire la loro attività perché funzionale alla continuità e al buon funzionamento di quelle ritenute essenziali.

In ogni caso, che le aziende che devono rimanere aperte non siano individuate solo in base ai codici Ateco, ma sulla base anche delle esigenze delle rispettive filiere, anche internazionali, partendo da quelli che sono definiti i “servizi essenziali. Considerano, a questo proposito, fondamentale il ruolo delle Prefetture per una applicazione del provvedimento che non sia pregiudizievole agli stessi settori considerati essenziali.

Le imprese della Toscana sollecitano la necessità di fare salve tutte quelle attività manutentive, legate a cicli produttivi e non, finalizzate a mantenere efficienti e in buono stato i macchinari e gli impianti per non pregiudicare la capacità delle imprese di essere produttive alla ripresa delle attività, nonché alle attività di vigilanza.

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