Artigianato Marche, dati confortanti dall’Osservatorio Ebam

Nonostante la crisi economica persistente, il settore artigianale e manifatturiero delle Marche si conferma essere la colonna portante dell’economia regionale

La vocazione artigiana dei cittadini marchigiani sembra non conoscere freno. Nonostante la crisi economica che, dal 2008 a oggi, ha portato alla chiusura di circa il 10% delle imprese artigiane della Regione, il settore ha mostrato una solidità e una capacità innovativa tutt’altro che scontata. Le aziende artigiane delle Marche, infatti, continuano a generare occupazione e fatturato, nonostante gli investimenti ristagnino e l’accesso al credito – soprattutto per le nano e micro aziende – somigli sempre più a un miraggio.

I dati dell’osservatorio Ebam

A confermare la solidità del settore artigiano e manifatturiero delle Marche è l’Osservatorio Ebam (acronimo di Ente bilaterale artigianato Marche) che, nel redigere il report semestrale riferito alla seconda parte del 2016, ha intervistato i responsabili di 600 imprese scelte a campione. Si scopre così che, nonostante le oltre 1.000 aziende artigiane che hanno chiuso i battenti nel corso del 2016, le Marche sono ancora la Regione italiana con il più alto numero di artigiani. Le imprese sono 46.283, il 32,5% del totale, capaci di produrre il 18,3% del valore aggiunto regionale.

Preoccupazione per le aziende artigiane presenti nel cratere del terremoto

Un quadro tutto sommato positivo, ma che viene letteralmente scosso dallo sciame sismico che dalla scorsa estate interessa buona parte del territorio regionale. L’Osservatorio Ebam esprime così preoccupazione per le sorti delle 2.700 aziende artigiane che si trovano all’interno del cratere del terremoto e che, con i loro 11mila dipendenti circa, rappresentano un’importante realtà produttiva ed economica regionale.

Artigianato Marche, dati confortanti dall’Osservatorio Ebam