Android Factory 4.0, le startup italiane supportate da Google

Dieci startup hanno partecipato al progetto Android Factory 4.0 e sono state incubate per due mesi all’interno dell’acceleratorie Luiss Enlabs

Il mondo della tecnologia e dell’economia si sono incontrati nel programma Android Factory 4.0, portato avanti da Google e da LVenture Group e che ha dato la possibilità a dieci startup di portare avanti i loro progetti riguardanti un utilizzo alternativo di Android, il sistema operativo mobile sviluppato dall’azienda di Mountain View. Ma i progetti portati avanti dalle startup non hanno riguardato lo sviluppo di applicazioni, ma hanno utilizzato Android per realizzare dei dispositivi che potessero realmente aiutare le persone.

Prodotti pensati per essere venduti

Tutte le aziende hanno creato dei prodotti che possono essere venduti tranquillamente sul mercato o ad altre società. I progetti portati avanti dalle startup hanno un’anima improntata al B2B, dispositivi che possono essere acquistati da aziende più grandi per migliorare altri prodotti. Le dieci startup scelte da Google e LVenture hanno vissuto due mesi all’interno dell’acceleratore Luiss Enlabs, dando la possibilità alle aziende di migliorare la propria idea e di ricevere i consigli da persone con un po’ più di esperienza nel settore.

Intelligenza artificiale e big data

Le startup che hanno preso parte al programma Android Factory 4.0 hanno dimostrato che il sistema operativo mobile sviluppato da Google permette non solo di sviluppare applicazioni, ma anche di abilitare altri dispositivi. Grazie al Bluetooth, è possibile utilizzare dei dispositivi posti anche a qualche metro di distanza. Le dieci startup si sono concentrate soprattutto su tre settori: intelligenza artificiale, big data e FoodTech.

Le startup del programma Android Factory 4.0

Tra le aziende impegnate nel FoodTech, i progetti più interessanti sono quelli presentati da BEEing, Revotree e Neeot. Il primo permette alle persone di avere un alveare nella propria abitazione e di tracciare la posizione delle arnie attraverso un GPS.  Revotree, invece, è un impianto intelligente per l’irrigazione dei frutteti e permette di raccogliere dati sull’umidità del terreno. Inoltre, grazie al machine Learning è capace di prevedere l’esatto dosaggio per l’irrigazione. Neeot, invece, è un sistema testato dal WWF per prevenire gli incendi boschivi.

Gli altri progetti

In Time Link è un’applicazione che permette di risolvere il problema delle monetine nei distributori automatici, mentre ElectricianCS utilizza l’intelligenza artificiale per mappare gli impianti elettrici. BiTrack, invece, sfrutta i big data per ottimizzare i consumi delle aziende e diminuire le spese per l’acquisto delle risorse.

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