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Le differenze tra tutte le tipologie di Cloud

In collaborazione con TIM BUSINESS

Se fino a qualche anno fa la prospettiva di poter condividere in uno spazio online le informazioni e i documenti doveva essere reclusa alla fantasia, oggi è diventata non solo realtà ma anche una pratica diffusa e quasi routinaria per molte aziende. 

A confermarlo sono le numerose indagini1 che riportano come il mercato del Cloud in Italia abbia superato nel corso del 2018 i 2.3 miliardi di euro, con un aumento del +19% rispetto all’anno precedente. I principali asset sui quali le aziende del nostro Paese stanno lavorando sono la fruizione di servizi di Cloud Pubblico e Cloud Ibrido, e la valorizzazione degli investimenti per il processo di trasformazione dei sistemi informativi interni.

Con il susseguirsi delle innovazioni tecnologiche, il Cloud e i servizi ad esso collegato si sono differenziati dando luogo a differenti tipologie di prodotto di cui è importante conoscere le differenze per poter compiere la scelta più adeguata per la propria azienda. 

Che cos’è il Cloud?

Prima di passare alla spiegazione dei diversi tipi di Cloud è opportuno mettere a fuoco il significato di questo termine. 

Il Cloud può essere definito2 come “l’insieme delle risorse hardware o software presente in server remoti e distribuito in rete, contenente i dati e i programmi di un utente”: appare evidente fin da questa prima affermazione che si tratta di un sistema che basa la propria efficacia sulla volontà da parte dell’utente di richiedere la condivisione di informazioni attraverso uno spazio comune, fruibile attraverso il computer o lo smartphone. 

La prima forma di Cloud è il cosiddetto Cloud Storage: questa consente di immagazzinare il materiale all’interno di un unico spazio virtuale condiviso da tutti gli utenti autorizzati. Questo ha portato alla possibilità di non dover più salvare i file sulla memoria locale del computer o su una chiavetta USB, ma di poterli condividere direttamente attraverso il cloud stesso. Uno dei principali vantaggi di questa tipologia di Cloud è infatti la possibilità per l’utente di poter salvare un file all’interno della “nuvola” e di accedervi da qualsiasi altro dispositivo autorizzato. 

La seconda forma è quella del Cloud computing: rispetto alla precedente, questa si è sviluppata in un secondo momento, grazie al progresso della tecnologia e all’evoluzione dei server virtuali. A differenza del cloud storage, la funzione computing consente di salvare all’interno del cloud anche software e hardware che possono servire ad un utente finale. Ne consegue che lo spazio condiviso necessario è maggiore e soprattutto deve essere più stabile. 

Per dare un’idea concreta di come il concetto di cloud sia ormai entrato nella nostra quotidianità, basta pensare alla possibilità di creare e condividere documenti di testo online, piuttosto che archiviare la propria rubrica telefonica in uno spazio virtuale per potervi accedere da ogni dispositivo utilizzato. Appare quindi evidente come questa opportunità possa rivelarsi un importante strumento di lavoro per tutte le aziende che necessitano di un servizio rapido ed efficiente, mantenendo le spese informatiche contenute. 

Per approfondire il concetto di cloud in relazione a quello di Housing, scarica l’infografica di TIM BUSINESS “Tutto quello che c’è da sapere su hosting e housing Cloud”, dove potrai reperire tutte le informazioni necessarie per cominciare ad addentrarti nel settore degli spazi online condivisi e delle differenti funzionalità.

Il Cloud Pubblico

Alla luce delle numerose potenzialità che il Cloud Computing può avere per le aziende, molte piccole e medie imprese hanno optato per il Cloud Pubblico. Questa scelta implica che l’azienda si rivolga ad un fornitore di servizi che gestisce interamente i server su cui saranno salvati e fruiti i dati aziendali. Uno dei principali vantaggi di questa tipologia di Cloud risiede nella possibilità di corrispondere una cifra al fornitore solamente per lo spazio condiviso effettivamente occupato: da questo punto di vista, quindi, il cloud pubblico presenta una grande prospettiva di scalabilità dell’azienda anche se, d’altro canto, la protezione dei dati risulta meno efficace. 

Il Cloud Privato

Una seconda alternativa è quella del Cloud privato: si tratta di una scelta che viene compiuta dalle aziende di dimensioni considerevoli e che, di conseguenza, necessitano di uno spazio virtuale interamente dedicato. 

In questo caso, la scelta e gestione del server non è delegata ad un fornitore esterno ma è interamente a carico dell’azienda, all’interno della quale devono lavorare tecnici specializzati ed esperti nel funzionamento e soprattutto nella manutenzione dei Cloud privati.  Per questo motivo il costo non solo è superiore rispetto alla precedente tipologia, ma è anche fisso.

Cloud Ibrido e Multi Cloud

Come suggerisce il nome stesso, la terza soluzione percorribile si colloca a metà strada tra le due precedenti. 

In particolare l’Hybrid Cloud usufruisce di Cloud pubblico e privato con lo scopo di avvalersi degli aspetti più vantaggiosi di entrambe le tipologie di erogazione del servizio. 

Questo concetto non deve essere confuso o sovrapposto a quello di Multi Cloud in cui l’azienda utilizza e coordina internamente servizi di Cloud Pubblico attraverso differenti provider per rispondere e adattarsi con maggiore flessibilità alle necessità aziendali. Da questo punto di vista si può affermare che l’Hybrid Cloud è una modalità di erogazione che è stata ormai consolidata e, per alcune realtà quasi superata, tanto da rivolgersi a nuove prospettive più “tecnologicamente avanzate” ossia il Multi Cloud. 

Tuttavia, nonostante le potenzialità del Multi Cloud siano evidenti, nel 2018 solamente il 16% delle aziende italiane3 si è dimostrata interessata ad avviare quello che gli studiosi4 chiamano “Cloud Migration”. Nel 2019, invece, l’82%5 delle imprese medio grandi ha dichiarato di utilizzare almeno un servizio di Public Cloud, dimostrando come la gestione condivisa dei dati e delle informazioni costituisca un ecosistema ricco di strumenti capaci di creare valore aggiunto per le aziende, nonché di semplificare loro i flussi di lavoro

Per mettere ancora meglio a fuoco questi argomenti, puoi scaricare l’infografica di TIM BUSINESS “Tutto quello che c’è da sapere su hosting e housing Cloud”: qui è possibile reperire le informazioni che ti occorrono per comprendere a fondo le differenze tra le due tipologie di servizio.

 

1. Osservatori Politecnico, Osservatorio Cloud Transformation 2018
https://www.osservatori.net/it_it/osservatori/comunicati-stampa/cloud-transformation-evoluzione-agile

2. Enciclopedia Treccani, voce Cloud
http://www.treccani.it/vocabolario/cloud_res-4be66515-8996-11e8-a7cb-00271042e8d9_%28Neologismi%29/

3. Blog Osservatori Politecnico, febbraio 2019
https://blog.osservatori.net/it_it/hybrid-cloud-e-multi-cloud

4. Osservatori Politecnico 2019:
https://www.osservatori.net/it_it/osservatori/comunicati-stampa/cloud-transformation-evoluzione-agile

5. Vedi nota n.4

Le differenze tra tutte le tipologie di Cloud